venerdì 23 gennaio 2015

Canederli mediterranei alla Napulè su doppio brodo di vongole fujute

Dopo la pausa natalizia, L'Mtchallange  riprende la sua corsa con i canederli , ricetta proposta da Monica del blog one pan cake in a million , vincitrice della sfida del mese di novembre sui muffin. Adoro ricette e tradizioni dove viene riciclato l'alimento simbolo dell'umanità, il Pane.Dall'insegnamento ricevuto dai nostri Avi, oggi, dovremmo avere più rispetto per il pane , invece stiamo perdendo quella sacralità dovuta sopratutto al consumismo sfrenato e alla perdita di valori fondamentali.La sfida che mi sono posto nel 2014 e che sto continuando tuttoggi, è di cercare di non buttare neanche una fetta di pane .Ormai è un anno che è partita questa sfida di cui ho coinvolto anche le mie due bambine che con entusiasmo fanno da controllore. Da oggi mi sono arricchito  di un altra ricetta per continuare questa sfida, i canederli.L'inventiva delle massaie di un temo, ha portato alla creazione di svariate ricette che sono diventate il simbolo e la base della cucina italiana. Canederli,panzanella, ribbollita,pappa al pomodoro, mbastuocchio , pane cunzato, e tante altre sparse nel mondo.Ad ogni ricetta che propongo per la sfida L'Mtchallange cerco sempree di dar risalto alle tradizioni o prodotti del mio territorio. Canederli Napulè addor e mar, scomporre una seppia ripiena e accompagnarla con un sugo di vongole fujute.
Ingredienti: 
Brodo :1 pomodoro San Marzano 
1 patata 
3 scalogni
i tentacoli della seppia 
6 grani di pepe nero  
sale
Sugo alle vongole fujute
320 g di pomodori 
2 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo 
 olio extra vergine di oliva
sale 
pepe 
Canaderli: 300 g di pane raffermo di Brezza
180 ml di latte 
2 uova
1 cucchiaio di prezzemolo
pepe
un cucchiaio di farina 
160 g di seppia 
4 filetti di acciuga 
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio raso di capperi
15 olive nere di gaeta 
olio extra vergine di oliva 
1 spicchio di aglio per soffritto 
Procedimento : 
In una pentola capiente ho messo le dieci zampe della seppia  ( 8 delle quali di uguale lunghezza e provviste di ventose, altre due invece più lunghe servono per la predazione),il pomodoro San Marzano home made( di stagione),la patata,gli scalogni, i grani di pepe nero e il sale, poi ho versato l'acqua.Ho messo la pentola sul fuoco a fiamma media e ho portato a bollore, abbassando poi e facendo cucinare per circa 80 minuti.

In una zuppiera capiente ho versato il pane raffermo.In una ciotola ho unito le uova ed il latte a temperatura ambiente e le ho sbattute leggermente per rendere il liquido omogeneo.Ho versato il tutto sul pane e ho mescolato bene lasciando riposare e  mescolando ogni tanto per almeno 20 minuti.Nel frattempo ho tagliato la seppia a fette sottili e l'ho saltata in padella con olio extra vergine e aglio, aggiungendo 1/2 bicchiere di acqua.Ho fatto cuocere la seppia per circa  7-8 minuti e comunque finchè tutto il liquido non sia ritirato.
Ho ripreso la ciotola col pane ammorbidito, che è risultato bello umido e ben inzuppato, ho aggiunto ad esso, la seppia che ho fatto raffreddare,i filetti di acciuga tagliati,olive nere di Gaeta,i capperi,il pepe,il prezzemolo,i pinoli.Ho mescolato tutto velocemente e ho unito al composto la farina,impastando a fondo con le mani.
A questo punto ho formato i canederli inumidendomi le mani; ho formato le sfere prima roteando e poi pressando a fondo con le mani.
Ho accompagnato il brodo con questo sughetto povero, sugo alle vongole fujute, d'altronde stiamo  a tema.In una casseruola  ho soffritto l'aglio schiacciato nell'olio extra vergine di oliva, ho versato il pomodoro home made e ho lasciato cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, aggiustando di sale.Terminata la cottura ho aggiunto un cucchiaio di prezzemolo tagliato in modo grossolano e scomposto e del pepe macinato a momento.
Ho cotto i canaderli nel brodo preparato in precedenza per 7 minuti circa.
Ho impiattato i canaderli su fondo di brodo con la seppia, aggiungendo 3 cucchiai di sugo alle vongole fujute. 
Ecco l'interno del canederlo.
Con questa ricetta partecipo al MTchallenge di gennaio 

lunedì 19 gennaio 2015

Spaghetti con le vongole fujute

Un piatto semplice e veloce con ingredienti facili da reperire.La denominazione di questo piatto dimostra tutta l'inventiva di alcuni pescatori degli anni 40-50, un piatto  che si prepara come se le vongole ci fossero, ma in realtà nemmeno l'ombra.
Ricetta questa scovata dal libro di Giovanna Ferrante Sorrentino, scrittrice, che anni fa fece una ricerca delle ricette della tradizione di Terra di Lavoro. Spiega a proposito di questa ricetta che la denominazione fa pensare alle difficoltà economiche in cui un tempo si trovavano anche  le persone che pescavano che dovevano vendere il pesce preso dal mare e si arrangiavano a preparare un pasto come descritto. La seguente ricetta è stata raccontata  alla scrittrice da due vecchi pescatori del litorale domiziano.

venerdì 16 gennaio 2015

Salsiccia di polmone

Gennaio è considerato un pò in tutta la penisola il mese del maiale, da secoli il maiale viene macellato in questo periodo perché la temperatura fredda e secca  permette la stagionatura dei vari salumi in modo naturale. L'uscita dell'Italia nel piatto del mese di Gennaio ha quindi come tema :(carne, salumi & C.) del maiale.
Nella terra in cui vivo, l'uccisione del maiale è una tradizione che resiste, anche se negli ultimi anni ci sono state delle restrizioni legislative che hanno decimato questa usanza.
Diciamoci la verità, oggi nei  paesi di montagna e non solo, questa tradizione dell'uccisione del maiale in casa viene ancora praticata sfidando appunto la legislazione vigente.Ma chi è che fa le leggi su queste materie??????  Naturalmente le industrie !!!!!
Non voglio uscire fuori tema, in questo post vi voglio parlare della salsiccia di polmone tagliata a punta di coltello.Il detto che dice che : del maiale non si butta via niente, ancora oggi riesce a resistere tra tante difficoltà, le nuove generazioni non sono troppo propensi a questi tipi di alimentazione, a favore invece degli hamburger contenenti 23 tipi di carcasse di bovini differenti.(sapete di cosa parlo).
La salsiccia di polmone è indispensabile nella minestra maritata di Pasqua ed in sughi piccanti o come secondo insieme alle verdure.Viene fatta con le parti meno nobili o secondari del maiale ossia, cuore, polmone, trachea, carne macchiata macchiata di sangue, rifili di carne,carni grasse da non poter essere utilizzare per altri usi.
L'’inesistenza del “fegato” in tale insaccato c'e' lo spiega Franco Russo. L’esperienza dei nostri padri è quanto c’insegna a seguitare la strada da loro intrapresa nel corso dei tempi. Tale esperienza scaturisce anche da prove fatte e ripetute anche nella chimica o biologia naturale del prodotto animale (di qualsiasi tipo) che ha fatto giungere allo stato finale un manufatto consolidato come quello che tuttora consumiamo. Nello specifico, il fegato può essere consumato solo fresco e senza essere accostato ad altri alimenti destinati alla conservazione perchè tende naturalmente a diventare amaro, quindi inquinerebbe gli altri elementi gastronomici che dovrebbero accompagnarlo. Provare per credere. Tanto per amore ed arricchimento della conoscenza che non deve mai esulare dalla reciprocità. 
Anche il rene  "o rignon" non viene messo in questo insaccato perché come per il fegato non riesce a stagionarsi.

giovedì 8 gennaio 2015

Lo strano mondo del food, che tanto strano non è # a cap' sott

A giudicare un piatto dovrebbe essere il palato, che percepisce, indistintamente dalla cultura il buono.Il buono è quel sacrificio che l'uomo mette per coltivare o realizzare un prodotto, rispettando la natura, il territorio, la stagionalità e i valori umani.Come al solito si continua a ridicolizzare eventi e prodotti che andrebbero presentati al mondo e ai consumatori come li crea la natura con la mano sapiente dell'uomo.La banda delle fuffi blogger ormai si trovano dappertutto, senza cultura senza competenze e sopratutto senza palato............... eppur ci sono e rispecchiano appieno la nostra società contorta e malata dell'esibizionismo sfrenato.
Molte persone  hanno cercato di convincermi a non essere sempre  polemico altrimenti non avrei avuto successo nel mondo del food blogger.Che ridere !!!!!!
Il successo di che cosa ????..... non l'ho ancora capito, stare al centro dell'attenzione, mentre tutti ti applaudono per cose che invece andrebbero condivise senza vanagloria.L'esaltazione e' arrivata a livelli inaccettabili, sui social ormai ci si offende per un uovo fritto, o semplicemente per la paternità di una ricetta.Avete mai sentito dire questa è la mia ricetta????, l'hai copiata da me????, casomai chi fa la parte dell'offesa l'ha copiata da un altra e cosi' via.
Eppure è nata prima la cucina è poi l'uomo, come nella storia dell'uovo e la gallina, credo che non sia giusto dire che chi non ha un blog non sappia cucinare, oppure noi che c'e' l'abbiamo siamo superiori.
Nel 2014 ho conosciuto persone fantastiche che con la loro cultura e il loro sapere mi hanno arricchito sopratutto culturalmente, persone che hanno lo spirito di condivisione sono un tesoro per la nostra società.
I produttori, i ristoratori seri andrebbero sempre citati, invece si va sempre a cercare lo scambio, io ti faccio il post tu mi dai la il prodotto.Io ti do la cena gratis tu mi scrivi che hai mangiato bene anche se non e' vero.Siamo i figli di questa società e sicuramente ci accodiamo ad esse in tutti i segmenti, sociali, politici, culturali, gastronomici......
Oggi la maggior parte della promozione dei prodotti del territorio è affidata a sciacalli, che che hanno come primo obbiettivo esaltare la propria immagine e arricchire i propri conti correnti.Soldi pubblici utilizzati per scrivere e stampare libri, invece di  utilizzarli per alleviare i sacrifici dei contadini  e rafforzare la produzione, le nostre terre sono fertili ma non sfruttate.
Ognuno di noi è chiamato a offrire al mondo una testimonianza anche attraverso piccoli mutamenti degli stili di vita .
La libertà rimane  l'unica arma efficace per il cambiamento, cosa insegneremo ai nostri figli ?????