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16.10.14

Piedirosso BIO Igt Campania - Vini Orsini - La storia di Malatesta e Cafiero

Anche il secondo appuntamento dell'Italia nel Piatto del mese d ottobre è dedicata al vino. La tradizione della tradizione delle vite e comune a tute le genti del suolo italico ed in particolar modo quelle delle campania.In questo secondo appuntamento ho deciso di dare spazio  ad una azienda di agricoltura biologica, Vini Orsini.


L'azienda Orsini ha sede a San Lupo, antico e ridente paese in provincia di Benevento, da cui dista circa 25 km; dall'alto dei suoi 500 metri sul livello del mare, domina la vallata del Taburno. E' al centro di un area ricca di interessi naturali, culturali, storici e religiosi.

Quattro i vini di punta dell'azienda agricola orsini: Malatesta ( 100% Piedirosso ), Cafiero ( 90% Aglianico-10% Barbera del Sannio),L'arcivesvo ( 100 % Falanghina), I Gemelli, (90% Greco-10% Fiano).
Ad ogni vino e' stato associato un personaggio che che ha segnato la storia si San Lupo e della famiglia Orsini, ad eccezione del Gemelli.Infatti questo vino Antonio li ha dedicati ai figli milio e Gianluigi , nati nel 2000 , come  l'azienda. essi sono da una parte il simbolo della continuità di una tradizione familiare  e dall'altra la speranza che i vini di casa Orsini rappresentino ancora la forza, il colore e il profumo della terra sanlupese.
Le viti dell'azienda Orsini crescono al sole dell'incantevole scenario che offre la collina Sanlupese, con un clima mite e favorevole.Le uve sono raccolte e lavorate seconda l'antica tradizione contadina, ricca di semplicità e genuinità.Ogni fase della lavorazione dei vini dell'azienda Orsini, avviene attraverso semplici interventi fisici: di spremitura, decantazione e filtrazione.Senza aggiunta di sostanze chimiche ed in assoluta assenza di pesticidi.Tutti i vini dell'azienda Orsini sono prodotte con uva ad agricoltura biologica.

Di questi quattro vino ho scelto di parlare del Malatesta ( 100% Piedirosso)  punta di diamante dell'azienda Orsini e vincitrice tra l'altro di numerosi riconoscimenti.
Antonio Orsini ha voluto dedicare questo vino a Errico Malatesta, simbolo insieme a Carlo Cafiero del movimento rivoluzionario del Mezzogiorno post-unitario.
La storia di Malatesta e Cafiero.
Malatesta e Cafiero sono due personaggi delle nostre terre a cui Antonio Orsini ha dedicato un vino.
Nella primavera del 1877 la terra di San lupo fu percorsa da un fremito rivoluzionario che doveva portare all'insurrezione del Mezzogiorno post-unitario.Occupare i municipi, bruciare gli archivi, distribuire al popolo i denari delle casse pubbliche , aprire i magazzini del grano spingere i contadini a ribellarsi ai signori, impadronirsi delle proprietà privata, questi erano gli obbiettivi del movimento anarchico, di ispirazione bakuninista, guidato da due personaggi di rimo piano del panorama anarchico-insurrezionalista di quegli anni: Carlo Cafiero ed Errico Malatesta. 
Cafiero nacque a Barletta nel 1846 e morì a Nocera Inferiore nel 1902, si laureò in Giurisprudenza a Napoli, dove riorganizzo la sezione napoletana dell'Internazionale.Malatesta nacque a Santa Maria Capua Vetere nel 1853 e morì a roma nel 1932, frequentò la sezione internazionalista di Napoli dove strinse un forte legame con Cafiero e adrì al bakuninismo.
Entrambi erano a San Lupo la notte del 4 Aprile 1877, alloggiati presso la taverna Jacobelli, una cascina isolata all'inizio del paese, sotto la copertura di ricchi signori inglesi.Traditi da un collaboratore, un certo Vincenzo Farina da Maddaloni, un vecchio garibaldino che conosceva bene i luoghi per aver fatta la campagna contro il brigantaggio, furono sorpresi e attaccati, in una notte oscurissima, dai carabinieri.Trovarono una via di fuga verso il monte Croce e poi, alle spalle, tra le aspre giogaie del Matese; ma dopo cinque giorni di fuga , stanchi e isolati, sconfitti più dall'acqua e dalla neve di una primavera ancora ostile che dai soldati, furono presi e arrestati. 
Leggendo la storia si capisce che il piedirosso e' un vino tosto, corposo proprio come Errico Maltesta.Vitigno antico menzionato già da Plinio di colore rosso rubino intenso, odore vinoso caratteristico, gradevole dal sapore asciutto, armonico,morbido, con richiami di ciliegia e amarena.Ottimo con carni, salumi, primi piatti e formaggi mediamente stagionati.
Importante riconoscimento nel 2008, il Piedirosso Malatesta vince la medaglia doro ad una iniziativa di Enohobby dedicata ad alcuni vini campani.Con il patrocinio dell'Università degli studi di Salerno e all'assessorato dell'Agricoltura ed alle Attività produttive della Regione Campania con esperti sommelier.La Enohobby ha premiato il piedirosso Orsini  vinificato in purezza.
Alla conquista di nuovi mercati

Andiamo a vedere nelle altre regioni questa uscita dedicata ai Vini:
16 Ottobre - Vino  

Trentino-Alto Adige:  Vellutata al vino Lagrein Kretzenhttp://www.afiammadolce.it/2014/10/vellutata-al-vino-lagrein-kretzen.html

Friuli-Venezia Giulia: Colli orientali del Friuli Picolit  DOCG
http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/10/colli-orientali-del-friuli-picolit-docg.html

Lombardia: I vini DOC di San Colombano al Lambro
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/10/i-vini-di-san-colombano-al-lambro.html


Valle d'Aosta:  Viticoltura in Valle d'Aosta http://atuttopepe.blogspot.com/2014/10/viticoltura-in-valle-daosta-per-litalia.html


Liguria: il Rossese e le trippe accomodate http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/10/litalia-nel-piatto-il-rossese-e-le.html

Emilia Romagna: Sorbetto alla MalvasiaDOC Colli Piacentini http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/10/sorbetto-alla-malvasia-doc-colli.html

Lazio: Anguilla alla marinara
http://beufalamode.blogspot.com/2014/10/anguilla-alla-marinara-con-ricetta.html

Toscana: Pane, vino e zucchero: http://acquacottaf.blogspot.com/2014/10/pane-vino-e-zucchero.html

Marche: Vino di visciole e straccadenti  http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/10/vino-di-visciole-e-straccadenti-ricetta.html 

Abruzzo:Il Vino Pecorino d'Abruzzo 
http://ilmondodibetty.blogspot.com/2014/10/il-vino-pecorino-dabruzzo-per-litalia.html


Molise:Vini e cantine del Molise: la Tintilia http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2014/10/vini-e-cantine-del-molise-per-litalia.html

Umbria: Bocconcini di Mailae con Prugnole e Rubesco http://amichecucina.blogspot.com/2014/10/bocconcini-di-maiale-con-prugnole-e.html

Basilicata: NON PARTECIPA

Campania: Piedirosso Bio Igt V Campania 
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/10/piedirosso-bio-igt-campania-vini-orsini.html

Puglia: Macedonia di frutta al Moscato di Trani DOC  http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/10/cucina-pugliese-macedonia-di-frutta-al.html

Calabria:Greco di Bianco, il vino più antico d'Italia.
http://ilmondodirina.blogspot.com/2014/10/il-greco-di-bianco.html

Sicilia: Gelatine allo Zibibbo
http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2014/10/gelatine-allo-zibibbo-per-litalia-nel.html


Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/




13.10.14

Napoli ha donato al mondo un Capolavoro : La Pizza ed io sto con Report

...........ci mancherebbe. Molti siti enogastronomici hanno gridato al complotto contro la Pizza e si sono scagliati contro la trasmissione di report reo di voler distruggere il marchio made in Naples. Tantissimi articoli e fiumi di parole per difendere l'indifendibile, io non so che trasmissione hanno visto, che cosa stanno difendendo, e perchè!!!!!!!!......qualcosa però non quadra.E' la storia di oggi, di giornalisti che si fanno la guerra, difendendo a tutti i costi i falsi miti del food-pizza. Dai commenti poi sotto i citati articoli molti lettori stanno dalla parte di report e ringraziano Bernardo Iovine per l'ottimo servizio svolto.
Evidentemente da   fastidio che i consumatori sono venuti a conoscenza di verità scomode.

Oggi troppi pizzaioli e chef  sono diventati personaggi pubblici, una specie di sparapose vestiti di bianco che hanno persino tolto il posto a Rocco ....................

Da tutte le informazioni date da report, chi ci guadagna e' sicuramente per una volta il consumatore che adesso sa che quel fondo bruciacchiato può nuocere seriamente alla salute.
Ci guadagna poi la Pizza Napoletana e le pizzerie che hanno sempre lavorato con criterio, rispettando ogni passaggio nella realizzazione di una buona pizza, compresa la sua cottura. .Oggi tutti si improvvisano pizzaioli, non sapendo che dietro quest'arte antica c'e' davvero tanto sacrificio, pratica e passione.
Il servizio di report  deve scuotere le coscienze di quei pizzaioli che non prendono le dovute precauzioni nella cottura della pizza, i consumatori invece devono rifiutare una pizza bruciata sotto il fondo.Questo secondo me e' stato lo scopo di questo servizio, rendere la pizza ancora più buona e salutare.

Introduceva cosi' la Gabanelli, vogliamo che le pizzerie lavorino meglio, così lavorano di più, è il nostro marchio più noto nel mondo,....... è investire sulla reputazione è una garanzia.Cibo naturale, nutre, costa poco, cotto poi nel forno a legna è garanzia di qualità.

Il servizio  prende in considerazione le pizzerie di Napoli, Milano, Firenze, Treviso, questo dimostra ancora una volta che l'attacco non è rivolto a Napoli.La prima parte verte sulla cottura di una pizza nel forno a legna e il servizio evidenzia come la maggior parte delle pizzerie dopo varie infornate non puliscono il fondo del forno.
Infornando la pizza sui residui (farina, pomodoro, olio) delle cotture precedenti fa si che la pizza cuoce su farina carbonizzata bruciando vistosamente il fondo della pizza.Altro elemento nocivo è il fumo della combustione, la pizza non dovrebbe mai andare a contatto con esso, ma spesso alzando la pizza con la pala per darci le ultime vampate di calore  molti pizzaioli non fanno attenzione e il contatto diventa inevitabile, anche se lo specialista ci spiega che la pizza non dovrebbe essere infornata se nel forno c'e' presenza di fumo nero, perchè siamo all'inizio di una combustione.

Immagine presa dal Wikipedia 

2.10.14

Ciambelle al vino

Appuntamento con l'Italia nel piatto con una novità, e' stato creato un blog  http://litalianelpiatto.blogspot.it/ dove poter creare un vero e proprio ricettario di tutte le ricette da noi presentate.Il mese di ottobre l'abbiamo dedicato alle ricette con uva e vino, dal titolo dalla vigna alla cucina.Sebbene abbiamo pochissime ricette in Campania  con il vino e molte già presentate nel blog, ho trovato per questa uscita un pò di difficoltà. In mio soccorso per questo mese e' stato un amico che mi ha proposto la ricetta delle ciambelle al vino che faceva spesso sua nonna.Eccola proposta, con un vino del casertano, il leggendario casavecchia.Troverete info e caratteristiche di questo vino in questo post.

28.9.14

Tortino di riso e bufala al profumo di limone e miele millefiori

L'MTChallenge riprende la sua corsa dopo la pausa estiva.Per chi non lo sapesse L'Mtchallange è l'unica scuola di cucina autodidatta presente sul web e, in ogni sfida mensile,si impara sempre qualcosa di nuovo.Interessante la sfida di settembre incentrata sulla cottura del riso, proposta da Acquaviva vincitrice dell'ultima sfida.Quindi tutti insieme impareremo le varie cotture del riso.Nella mia ricetta dedicata a questa sfida ho usato gli  ingredienti fedeli al mio territorio, ovvero l'eccellenza: la bufala.Questo tortino di riso con bufala al profumo di limone e miele millefiori è stata una sorpresa per il palato, una delicatezza che mi ha sorpreso.
E pensare che il riso, cereale fondamentale per le popolazioni del mediterraneo, nel 1870  in Italia superava i 48 milioni di quintali, ottenuti su una superficie di 232.670 di ettari.In questa area figurava anche la Campania, con 30 ettari.La coltivazione del riso e' stata introdotto dagli Spagnoli in Italia nel VI secolo e sembrerebbe che il miglior riso risiedeva proprio nella zona del salernitano.La zona di Sarno era quella dove si incentravano le maggiori coltivazioni di questo cereale.Potrebbe essere questo un tema di ricerca da proporre all'Mtc.
Proprio oggi Domenica 28 settembre su linea verde si e' parlato del riso e delle sue evoluzioni, cominciate dal 1908 nella zona del vercellese.Sono state riesumate e studiate 300 qualità di risi antichi.Le migliori caratteristiche di questi risi sono stati ibridati con risi moderni, uno di questi e' il gigante di Vercelli, varietà molto alta piantata per la prima volta nel 1946.