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 Da oggi fare i peperoni in agrodolce sarà un gioco da ragazzi, una ricetta semplice e alla porta di tutti.
 Ingredienti:
5 kg di peperoni
1 litro di aceto
700 g di zucchero
200 g di sale
1 bicchiere di olio extra vergine di oliva
Ingredienti per il condimento 
5 Spicchi di aglio
origano
olio extra vergine di oliva
olio di mais (per conservazione sott'olio) 
Procedimento: 
Ho lavato ed asciugato i peperoni, eliminando i semi e i filamenti bianchi all'interno. Ho tagliato i peperoni a listarelle e li ho sistemati in un contenitore lungo e capiente.
In una pentola ho portato ad ebollizione, aceto, zucchero,sale e olio per circa 3-4 minuti.Ho versato questa soluzione bollente sui peperoni e ho mescolato il tutto con un mestolo di legno.Ho lasciato per 22-24 ore a macerare.Trascorso il tempo ho tolto i peperoni dal recipiente e li ho messi prima a scolare in una colapasta poi li ho avvolti in una grossa tovaglia, in modo che rimangono asciutti. 
Ho condito i peperoni con aglio, capperi, origano e olio extravergine di oliva, prima della consumazione consiglio di farli insaporire in frigo per 12 ore circa.I peperoni in agrodolce possono essere conservati in vasetti sottolio e consumati durante l'inverno.
Un involtino estivo dal gusto fresco e dal sapore delicato, con questa ricetta partecipo al contest  sul parmigiano reggiano Chef il gusto di creare
Ingredienti:
100 g Salmone affumicato 
Ananas
Parmigiano reggiano 12 mesi
erba cipollina 
Procedimento:
Ho steso le fette di salmone affumicato su un piano di lavoro, e su ognuna di essa ho adagiato una fetta di ananas tagliata sottilissima.Ho completato l'involtino con scaglie di parmigiano tagliate grossolanamente, quindi ho arrotolato ciascun involtino legandolo con dell'erba cipollina.Ho completato il piatto  guarnendolo con dei pezzi di ananas, parmigiano reggiano ed  erba cipollina.  

Il Parmigiano Reggiano è il formaggio più consumato in Italia e credo anche nel mondo.Con questa ricetta partecipo al contest sul parmigiano reggiano Chef il gusto di creare
Ingredienti: 
300 g di spaghetti
200-300 g di fiori di zucca
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
100 ml di latte
50g g di parmigiano
basilico
Sale

Procedimento:
Per prima cosa ho pulito i fiori di zucca, eliminando lo strato di stelo che risulta essere spinoso, li ho lavati  delicatamente e lo ho  metterli a scolare in una colapasta.In una padella ho fatto soffriggere appena nell'olio extra vergine di oliva, l'aglio con qualche fogliolina di basilico.Ho versato nel soffritto i fiori di zucca che ho fatto cuocere a fuoco lento coperto da un coperchio.Dopo 10 minuti ho tolto il coperchio e ho fatto asciugare (non del tutto) a fiamma alta l'acqua che i fiori hanno tirato fuori durante la stufatura.
In un pentolino ho versato il latte, e a fuoco basso ho fatto sciogliere il formaggio finchè non diventasse cremoso.
Una parte dei fiori di zucca li ho frullati con un minipimer, ho aggiunto ad esso due cucciai di basilico fatto in casa (olio extra vergine sale e basilico) e la crema di parmigiano.Ho versato il tutto nella pentola amalgamando con i fiori di zucca restanti.
In una pentola con abbondante acqua salata ho cotto gli spaghetti al dente, li ho scolati e li ho saltati nel condimento con i fiori di zucca .Ho fatto riposare per 2 minuti e ho impiattato.

Posso battezzare questo mese di Giugno 2015 come hamburger dipendente,tutti  gli eventi sono ruotati intorno alla polpetta più consumata del pianeta.E' stato il caso dell'evento di Riccione golosa dove il tema era hamburger d'Autore, gli chef della UIR si sono divertiti a presentare gli hamburger nelle varie rivisitazioni, poi ci siamo noi dell'MTC che grazie alla vincitrice della sfida n° 48 ci ha proposto come sfida per il mese di Giugno il The American Burger. Arianna del Blog saparunda's Kitchen  ha fatto un post strepitoso, un passo passo dove è impossibile sbagliare.
In un primo momento volevo mettere nel buns la classica polpetta napoletana, poi ho pensato che essa già è un burger completo per la presenza pane raffermo.
La mia scelta è quindi caduta su un hamburger di trippa, facendo fede alla ricetta classica del nostro territorio.Trippa con le patate con il mix di pomodoro e peperone rosso  che si usa anche  per il soffritto napoletano.Il ketchup è stato fatto con con questo mix di  sugo misto,le patate invece sono state fritte al forno.
 Ingredienti (per 4 buns con lievito madre):
150 g di farina Manitoba
50 g di farina integrale 
150 g di latte
50 g di farina "00"
60 g di lievito madre rinfrescato 2 volte 
20 g di burro 
15 g di zucchero 
5 g di strutto
5 g di sale 
1 cucchiaino di miele 
A temperatura ambiente ho sciolto il lievito madre nel latte e ho impastato con il mix di farine setacciate, aggiungendo man mano il resto degli ingredienti.L'impasto deve essere morbido e ben amalgamato.Ho messo l'impasto in un contenitore e l'ho lasciato lievitare finchè non è raddoppiato di volume,(2 ore circa) coperto con una pellicola alimentare e un panno. Trascorso il tempo ho preso l'impasto e gli ho dato una forma rettangolare che poi ho piegato tipo un asciugamano: l'ho diviso in tre parti sovrapponendo la parte di destra al centro e la stessa cosa con la sinistra (al centro, sopra la destra).L'ho girato di 90° e ho fatto lo stesso.Ho lasciato riposare l'impasto  per un oretta e poi ho formato i buns sistemandoli sulla teglia coperta dalla  carta da forno, l'ho schiacciati delicatamente con il palmo della mano coprendoli poi con la pellicola.Ho lasciato riposare i buns per un altra ora. 
Per la cottura dei Buns 
1 uovo 
un cucchiaio di latte 
sale nero delle hawaii
Ho sbattuto l'uovo con un cucchiaio di latte è ho spennellato i buns, ho poi messo il sale nero delle hawaii cuocendo i buns in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.Sfornato i buns li ho messi a raffreddare su una gratella.
Ingredienti (per 4 hamburger di trippa ):
400 g di trippa (mista)
patata lessa 60 g
2 cucchiaini di pecorino romano 
2 cucchiaini di parmigiano secco (la parte della buccia)
2 cucchiaini di peperoncino dolce
un cucchiaio olio extra vergine di oliva 
pepe 
sale q.b.  
Ho tagliato finemente con il coltello le varie parti della trippa.In una zuppiera ho mescolato tutti gli ingredienti amalgamando bene il tutto.Ho diviso in 4 parti uguali l'impasto e ho formato i 4 hamburger.Ho cotto gli hamburger di trippa sulla pietra lavica, operazione che può essere eseguita anche in una padella antiaderente.
Ingredienti per il ketchup napoletano:
250 g di pomodori 
250 g di peperoni rossi
100 ml di aceto di vino bianco
100 g di zucchero
1 cipolla tritata 
1 spicchio d'aglio
sale

A questo sugo composto da peperoni e pomodori (lo trovate in questo post) ho aggiunto il resto degli ingredienti e ho fatto cuocere per un ora e mezzo (circa)a fuoco  bassissimo e mescolando ogni tanto.
Ho filtrato la salsa e l'ho fatta raffreddare.
Per le patatine fritte al forno :Patate
olio extra vergine di oliva
pepe
sale
Ho lavato e sbucciato le patate, tagliandole a rondelle fine spesse 0,5 cm.In una zuppiera le ho condite con olio extra vergine di oliva, sale e pepe, le ho mescolate in modo che l'olio extra vergine di oliva toccasse ogni fetta di patata.
Ho predisposto le patate in una teglia con sotto la carta da forno e le ho cotte nel forno preriscaldato a 250°.Appena si sono rosolate (10 minuti) le ho tolte dal forno. 
Ho lavato e sbucciato le patate, tagliandole a rondelle fine spesse 0,5 cm.In una zuppiera le ho condite con olio extra vergine di oliva, sale e pepe, le ho mescolate in modo che l'olio extra vergine toccasse ogni fetta di patate.
Ho predisposto le patate in una teglia con sotto la carta da forno e le ho cotte nel forno preriscaldato a 250 °.Appena si sono rosolate (10 minuti) le ho tolte dal forno.
 Costruzione del Burger 
cipolla di tropea a fette 
Ho tagliato i buns  a metà poco prima che l'hamburger era pronto.Ho adagiato l'hamburger di trippa sul panino; poi ho messo il Ketchup napoletano e su di esso una fetta di cipolla di tropea.Ho finito con le patatine fritte al forno .

Con questa ricetta partecipo alla sfida n°49 dell' MTChallange 
La mia filosofia e la mia mission dopo l'evento di Riccione Golosa,  si rafforza nella convinzione che la cucina è amicizia e condivisione,divertendosi e conoscendo culture e prodotti nuovi.La finalità di questi eventi non è solo conoscere nuovi gusti e sapori, ma ti arricchisci  di valori umani che rimangono impressi sul tuo cammino: instauri rapporti intensi con persone che non conoscevi e che ti danno l'impressione di conoscerli da una vita.
L'evento Riccione Golosa svoltosi Sabato 13 e domenica 14 giugno dedicato allo street food   è stato ideato da Davide Paolini di Gastronauta in collaborazione con Via Bagutta Comunicazione, che dal 1999 gestisce l'attività dell'unione Italiana Ristoratori.La stessa è anche partner commerciale di www.saporie.com.

Uno spettacolo vedere Piazzale Roma, una piccola zona di viale Ceccarini e giardino di villa Mussolini in un grande percorso enogastronomico allestiti di apecar e gazebi di legno molto caratteristici provenienti da varie parti d'Italia.
In questo percorso sono stato in compagnia di Raffaele D'Angelo del blog week end di gusto e collaboratore di informacibo  , Claudia del Blog Le ricette dell'Amore VeroDonato Troiano direttore Editoriale di Informacibo  e la moglie Valeria. 
Durante questo percorso tra gli apecar sono stato folgorato  dalla simpatia e dagli ottimi salumi e prosciutti di Parma della Salumoteraia di Ivan Albertelli e socio.Due personaggi che vale la pena conoscerli per la loro energia positiva che trasmettono. 
Di fronte al gazebo di Salumoterapia trovo un  po' di Sud con Enzo Barbieri e le specialità di Altomonte (CS). Il suo slogan stampato con orgoglio sulla maglietta dice "fatti un cosentino" riferito alla doppia fetta di pane farcita con capicollo di maiale nero, caciocavallo podolico silano, melanzane a filetti sottolio e crema di peperoncino.
In questo link troverete tutti i camioncini che erano presenti : apecar e truck
Nel giardino della villa abbiamo potuto degustare  gli "Amburgher d'Autore",realizzati dagli chef dei ristoratori UIR. Amburgher  con carote e mirtilli ,Amburgher Circolare, amburger con cipolla di tropea e poi quello di pesce , tutti ideati per l'occasione.
Li ho assaggiati tutti, Amburgher d'autore nel vero senso del gusto e  per la verità ero un pò restio per quello di pesce.
Non potevo non assaggiarlo e così ho tolto la barriera psicologica dal mio cervello che dice che l'amburgher deve essere solo di carne.
Sono subito stato smentito, l'amburgher di pesce per il mio palato è risultato  stellare, cuore di melanzane, baccalà, paprica per un capolavoro street food che difficilmente potrò dimenticare.Bravissimi tutti capitanati dal grande direttore Savino Vurchio.
Nella foto Monica Bergomi, Claudia Annie Carone, Veronica Geraci,  Donato Troiano,  io e Claudia Casadio.
Domenica pomeriggio in una simpatica sfida a colpi di polpette diretta da Savino Vurchio  io e altri 4 foodblogger (Claudia Annie Carone, Claudia Casadio , Veronica Geraci, Monica Bergomi) affiancati da 4 Chef  d'eccellenza (Simone Ciccotti, Nikita De Mosca Sergeev, Salvatore Perrone, Tano Simonato,)abbiamo dato vita allo Show Cooking dedicato appunto alla polpetta elaborata in ricette inedite.
Affiancato dallo Chef Simone Ciccotti ho presentato una elaborazione della polpetta della nonna su una crema fredda di pummarola condita tipo all'insalata con latticello di bufala e mozzarella stracciata.(seguirà ricetta nei successivi post)
Il nome ironico dato alla polpetta è : Purpett on the street con Crema Caprese, potrebbe essere un marchio....?
A parte gli scherzi la Giuria composta da Chef ed un enologo hanno scelto la Purpett made in Marcianise vincitrice del 1° contest UIR.
Volevo ringraziare il caseificio Bellopede & Golino e il panificio Europane di Marcianise per avermi messo a disposizione ingredienti vincenti.
Inoltre voglio ringraziare l'Associazione Italiana Ristoratori, Raffaele D'Angelo, Davide Paolini, il direttore UIR Savino Vurchio, la città di Riccione e il direttore di informacibo Donato Troiano.
Secondo appuntamento per il mese di giugno con la rubrica regionale dell'Italia nel piatto.Il tema di questo mese è  Sagre di pesce e piatti con pescato.La cucina campana ed in particolare quella napoletana e sorrentina ha un archivio di ricette di pesce infinito.La cucina sorrentina rimane quella preferita per eleganza e rivisitazione della tradizione.
Ingredienti.
400 gr di Spaghetti 
600 gr di Scampi del Mediterraneo
150-200 g di telline 
400 gr di Pomodorino
1 Spicchio di Aglio 
Olio Extra Vergine di Oliva
Prezzemolo
Pepe
Sale
Procedimento :
Ho pulito gli scampi incidendoli sul dorso, rimanendo la polpa nella loro sede.In un tegame ho fatto soffriggere l'aglio con l'olio extra vergine di Oliva, ho unito gli scampi che ho fatto cuocere a fuoco lentissimo per 4-5 minuti.
Dopodicchè ho unito i pomodorini e ho fatto cuocere per altri 4-5 minuti a fuoco basso, ho poi aggiunto un bicchiere d'acqua e ho fatto cuocere a fuoco basso il tutto per altri 10 minuti aggiustando di sale.Ho spento il fuoco e ho buttato in padella le telline.
Ho cotto gli spaghetti  in abbondante acqua salata, l'ho scolate 4-5 minuti prima della cottura prevista e l'ho saltati nel tegami con gli scampi , le telline e un mestolo d'acqua di cottura .Ho dato il giusto riposo alla pasta e ho  impiattato  guarnendo con del prezzemolo fresco tagliato a momento e pepe.
Andiamo a vedere nelle altre regioni come hanno cucinato il pescato nella loro tradizione regionale . 

16 Giugno - Sagre di pesce e piatti con pescato

Trentino-Alto Adige: non partecipa

Friuli-Venezia Giulia: Tris di Regina di San Daniele



Valle d'Aosta: Il pesce di montagna

Piemonte: Trota in carpione









Calabria: Quadaru 'i pisci


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/
Per questo mese di giugno, dove  l'uscita della rubrica dell'Italia nel piatto  cade nel giorno della celebrazione della festa della repubblica, abbiamo pensato di presentare un piatto patriottico della tradizione della nostra regione. La mia scelta è caduta sulla caprese, un piatto tipico della cucina napoletana.Come per la versione dolce, anche questa deriva dall'isola di Capri.Questa ricetta ' costituita da pomodoro basilico e fiordilatte, anche se nelle zone di tutta terra di lavoro il fiordilatte spesso viene sostituito con la mozzarella di bufala.Colori, odori, sapori e freschezza la caprese è il pasto  consumato sopratutto  nei periodi estivi. 
Ingredienti:
Fior di latte 
pomodorini 
basilico
olio 
Procedimento:
Ho lavato i pomodori tagliandoli  a fette e sistemandoli in una zuppiera dove li ho conditi con olio e sale e un pizzico di sale.Ho tagliato  il fior di latte a fette sottili.
Su di un piatto da portata ho sistemato il fior di latte alternate con pomodoro e basilico.Concluso un ulteriore strato ho decorato con un pomodorino e una foglia di basilico.Un piatto semplice dove prevale la qualità degli ingredienti.
Andiamo ora a vedere i piatti che rappresentano la patria delle altre regioni d'Italia. 

Trentino-Alto AdigeCanederli al pomodoro 
  
Friuli-Venezia Giulia: Oca alla friulana 

Lombardia: Risotto tricolore  

Piemonte: Bicerin 

Liguria:  garibaldin mainà  


Lazio: Ponce 

Toscana: Panzanella

  






Il nostro blog - L'Italia nel piatto 
Ecco la secondo proposta per la sfida n° 48 dell'MTChallange del  mese di maggio, pasta pummarola e fagioli.Sono un pastajolo dipendente come la stragrande maggioranza degli italiani.Chi non ricorda la canzone "Lasciatemi Cantare" e le parole..... buongiorno Italia gli spaghetti al dente.....sono un italiano un italiano vero????La pasta  all'estero è sinonimo d'Italia, e a chi non piace avrà radici e mappature del Dna non mediterranee.Dopo gli spaghetti con le vongole #flashbang# con pomodorino giallo, che identifica Napoli, pasta pummarola e fagioli rappresenta il territorio Terra di Lavoro mio paese di origine.La qualità della pasta è fondamentale nell'esecuzione di un primo piatto,anche se nei maggior parte dei ristoranti italiani  spesso per risparmiare comprano pasta di bassa qualità e te la servono cruda, per il semplice motivo che se cotta come dovuta non mantiene la cottura.Ricordo che la vincitrice della sfida n°47 è stata Paola Sabino del blog fairies kitchen. Questa sfida ci ha insegnato che le cotture differite sono quelle che a tavola danno le maggiori soddisfazioni.Cucinare separatamente gli ingredienti  fa si che i sapori sono decifrabili dalle nostre papille gustative.Io personalmente già pratico questa tecnica se può essere chiamata così, con grandi risultati, in fondo la cucina è semplicità e questa sfida ha esaltata tutto ciò.
 Ingredienti:
160 g di pasta liscia 
250 pomodori
6 cucchiai colmi fagioli 
1 aglio 
basilico 
pepe
sale 
olio extra vergine di oliva 
Procedimento:
In una padella ho messo l'olio extra vergine di oliva e lo spicchio schiacciato, eseguendo la procedura di soffritto lenta, fiamma del caffè a fuoco lentissimo e appena l'aglio inizia a soffriggere ho versato i pomodorini che ho fatto cuocere per 6-7 minuti aggiustando di sale.A questo punto ho versato 6 cucchiai di fagioli donati dalla mamma.
Qui al sud, nella terra dei terroni è così, la mamma quando cucina i fagioli le quantità sono sempre abbondanti con l'intento poi di dividerli con i figli.
La cottura dei fagioli d'inverno avviene nel "pignatiello" di creta vicino al camino, questo tipo di cottura in questo periodo non è più praticabile, quindi la stessa procedura viene fatta in una pentola comune.Messi a bagno la sera prima, la mattina si aggiunge sedano, cotica, cipolla e pancetta o guanciale tagliata a fettine.Cottura un ora e mezza circa, con il profumo che inebria tutto il cortile.
In una pentola con abbondante acqua salata ho cotto la pasta, l'ho scolata al dente e l'ho saltata nella pentola con la pummarola e i fagioli della mamma.Ho dato il giusto riposo alla pasta prima di servirla,l'ho impiattata spolverizzando con del pepe macinato a momento.
Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 48 dell'Mtchallange 

Il tema sfida n° 48 del mese di maggio dell'Mtchallange è " 'o spaghetto ca' pummarola ". Noi campani con la pummarola ci facciamo davvero di tutto......, in cucina e in ogni cantina domestica non può assolutamente mancare.Nei mesi estivi come per il maiale in inverno,la trasformazione dei pomodori diventa una festa familiare, dove è coinvolta tutta la famiglia.Per tradizione si usa conservarla in vari modi,intere nel barattolo con il sugo, pelati, a "pacchetelle"(sarebbe pomodori tagliati a 4 parti e messe pressate  nel barattolo) e infine il sugo o più comunemente chiamata a sarza. Quando poi i barattoli e bottiglie sono messi in un grosso bidone per la sterilizzazione, ci si consola per il lavoro svolto con una grande spaghettata " 'ca pummarola ngopp" di massa.  
A proporre la sfida è stata la vincitrice della sfida n° 47 sul pan di spagna, Paola Sabino del blog fairies kitchen.
Interessante tutto il post di presentazione di Paola, dove ho potuto osservare la diversità degli spaghetti alle vongole fujute tra Napoli e Caserta.Entrambe hanno un filo logico dettate naturalmente dall'inventiva dei due territori.Gli spaghetti alle vongole fujute del litorale Domizio sono con olio,pomodoro fresco,prezzemolo e sale, senza vongole per il semplice motivo che i pescatori per le difficoltà economiche erano costretti a vendere tutto il pescato, da qui il termine fujute. Termine che veniva spesso usato dal pescatore quando tornava a casa e la moglie già aveva preparato la base per lo spaghetto alle vongole.
Ripropongo io invece lo spaghetto alle vongole con una cottura che ho definito "flashbang".Questa ricetta prevede che la pasta sia saltata nella salsa di pomodoro con le vongole ancora vive accompagnate da 1/2 mestolo di acqua di cottura. Flashbang: assistere all'esplosione quando si salta la pasta e rimanere accecati di taluna bellezza. 
Ingredienti:
140 g Spaghetti
12 Vongole Veraci grandi
1 spicchio d'Aglio 
olio extra vergine di oliva
9 pomodorini giallo
prezzemolo 
sale 
pepe
peperoncino dolce
La bellezza di queste vongole veraci che sono quasi introvabile sul mercato, eccetto vari periodi dell'anno.La vongola verace strutturalmente è diversa da quella della laguna e dai lupini.Ha un sapore più marcato e il frutto all'interno non tende ad asciugarsi.
Procedimento:
Un procedimento diverso da quello tradizionale, ma a mio parere irresistibile, alla fin avremo uno spaghetto alle vongole cremoso e ben amalgamato.
Per prima cosa ho messo a bollire l'acqua che ho salato ( non molta acqua), poi mi sono assicurato che tutte le vongole fossero vive, immergendole in acqua di mare, che non è la stessa cosa di acqua e sale.Fortunatamente il mio spacciatore di pesce fresco è attrezzato e dal mercato del pesce porta con se sempre delle taniche piene di acqua marina.
In una padella ho messo l'olio extra vergine di oliva  e lo  spicchio d'aglio schiacciato.La procedura di soffritto e' durata per circa 9 minuti, più lenta e' questa operazione maggiore sarà l'aroma che l'aglio rilascia nell'olio extra vergine di oliva. L'aglio non deve dorare ma deve cuocersi lentamente, quindi ho messo la padella sul fornello del caffè a fuoco lentissimo. 
Trascorso i nove minuti ho versato i pomodorini gialli nel soffritto e ho fatto andare a fuoco normale per 6-7 minuti.Una volta raffreddo ho messo le vongole.
In una pentola con non troppa acqua salata (ma non troppo)  ho cotto la pasta togliendola dall'acqua 5 minuti prima dei 14 minuti previsti.L'ho  versata nel pomodoro giallo con vongole e un mestolo di acqua di cottura e l'ho finita di cuocere per altri 3-4 minuti coperta con un coperchio e girando spesso.
Ho lasciato riposare 4-5 minuti ho spadellato il tutto e ho servito, guarnendo con il prezzemolo e il pepe e pochissimo peperoncino dolce.
Il mix delle due cotture, ha permesso all'amido della pasta di amalgamarsi e legare bene con il liquido delle vongole.Spaghetti cremosi  intenso nel  sapore, adatti per un grande evento come questo dell'Mtc. 
Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 48 dell'Mtchallange 

L'Italia rimane la meta preferita dei turisti,  grazie all'enorme patrimonio artistico culturale ed enogasonomico. Ai turisti provenienti dall'estero spesso riserviamo un accoglienza diversa dal turista italiano in giro per la penisola; esagerando sui prezzi a servizio o cose.Evidentemente su questo tema non c'e' stata abbastanza evoluzione,la nostra visita a Firenze ha confermato il tutto.
Firenze è una bellissima città, elegante e a misura d'uomo, visitabile a piedi senza l'ausilio dei mezzi pubblici.
Cosa visitare a Firenze???? Praticamente tutto, ogni angolo di questa città ha un prezzo di storia da mostrare.
Da non perdere inoltre la visita da Adriano al mercato San Lorenzo, dove potete gustare lo street food d'eccellenza della tradizione fiorentina, il panino con il lampredotto.Qui a firenze questo panino è un istituzione, ed è presente nelle strade  della città sui banchi dei trippai, piccoli chioschi su quattro ruote.Street food a base di uno dei quattro stomaci dei bovini, l'abomaso appunto detto lampredotto.Sarà anche stata la fame, ma ritengo che è uno dei migliori panini al lampredotto di Firenze.Disponibile nella versione classica, ma anche nelle varianti alporro o ai carciofi.
A Firenze nasce il rinascimento italiano che poi man mano si diffuse in tutta Europa.La visita alla citta di Firenze è quindi da intendersi culturale e quindi connessa alla visita di musei palazzi o gallerie.
Quindi naturale e logico che per visitare questi luoghi c'e' un ticket da pagare che spesso includeva anche l'ingresso presso la chiesa annessa,noi abbiamo preso sempre tutto il pacchetto.
Purtroppo abbiamo assistito a scene che di cristiano non ha proprio nulla, le persone che volevano entrare solo in chiesa  dovevano comunque pagare un ticket.
Brutto da vedere brutto da sentire.
Chi gestisce queste chiese ha annusato il grande business, oggi dicono che non ci sono alternative al ticket o si rischia la chiusura.Ricordo a questi signori del clero che queste chiese sono state aperte ai fedeli ed ai visitatori per secoli senza nessun problema, possibile che dal 2000 ci sono stati tutti questi problemi.
La chiesa di Santa Croce che nel 2004 incassava 3 milioni di euro facendo pagare un ticket di 4 euro ( oggi 6 euro) come ha fatto nel secoli scorsi a sopperire fondi ????
E questi signori quanti soldi danno al sociale o ad opere caritative????
Ogni chiesa, è soprattutto una “casa di preghiera per tutti i popoli” (Isaia 56,7),oggi per soldi stiamo stravolgendo la parola di Dio che gli stessi professano nell'ipocrisia assoluta.Oggi Gesù Cristo non conta più niente, viene messo in disparte, in un angolo di quelle chiese con un percorso  per una visita veloce.I grandi altari invece sono riservati alle opere degli artisti.
Per il Clero contano gli artisti che hanno realizzato grandi opere per queste chiese e che portano tanti soldi.Tutto questo è l'inverso della parola di DIO.