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Per l'uscita pasquale dell'Italia nel piatto ripropongo la minestra maritata di Pasqua, uno dei piatti più gustosi di sempre.
Nel dare, ora, un cenno sull’origine della pietanza proposta, non tragga in inganno la definizione gastronomica su nominata, che altrove ha tutt’altro significato. Nel casertano il termine “menesta” esplicita un tipo di verdura a larga diffusione meridionale, meglio conosciuta come “broccolo nero”, ma questa, nello specifico, è riferita ad una varietà denominata “spuntarella”, posseduta da tutti i possessori di piccoli appezzamenti di terreno coltivati ad ortaggi per la propria famiglia e…per qualche amico. Questa verdura è sorella al “vruoccolo” (broccolo nero) del periodo natalizio; se ne differisce perché dalla pianta, posta a dimora in autunno,  si spuntano solo le cimette spigate che di volta in volta maturano come tali, da qui “spuntarella” ed ha un’efficacia produttiva solo primaverile, sempre che si provveda ad una regolare annaffiatura; viceversa tende ad indurirsi per la caluria in aumento. La specialità gastronomica, suppongo tragga origine dal connubio di tale verdura con elementi di origine animale (uova, formaggi, carni di maiale fresca o di salamoia). In molte famiglie è categoricamente consumata il giorno di Pasqua in compagnia del pane a forma di croce di cui è stato cenno in altra argomentazione sulla gastronomia tipica di tale periodo ed assume valore devozionale di circostanza. Molti altri la consumano, invece, il giorno di Pasquetta, durante le scampagnate fuori porta tipiche della giornata, a diretto contatto con la natura, madre di quella produzione, e animale che vegetale.

L. MTCallange del mese di marzo ci proietta in una nuova sfida, quella sulla pasta brisèe.Preparazioni queste di cui io trovo ancora tanta difficoltà che son emerse anche in questa preparazione.Grazie ad Elisa queste difficoltà in parte si sono superate.Anche  questa ricetta l'ho voluta timbrare con un prodotto tipico del mio territorio,la ricotta di bufala campana del caseificio Bellopede & Golino tra l'altro fondato nella mia città: Marcianise.
 Ingredienti Pasta brisèe di Michel Roux
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Ingredienti ripieno
300 g ricotta di bufala campana
1 bicchiere di latte intero
2 porri
200 g di tonno sott'olio 
parmigiano
olio extra vergine di oliva
sale
Procedimento:
Ho versato la farina a fontana sul piano di lavoro mettendo  al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi li ho mescolati e lavorati  con la punta delle dita. Ho incorporato pian piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa. Ho aggiunto il latte incorporandolo delicatamente  con le punte delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Ho spinto l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Ho formato una palla, che ho avvolto  nella pellicola e  l'ho messa  in frigo fino all’uso.
La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.
Ho steso  la pasta di 2-3 mm di spessore e ho rivestita una tortiera  una tortiera e l'ho messa in frigorifero frigorifero per 20 minuti.
Ho scaldato il forno a  a 190°C. Ho bucherellate il fondo del guscio di pasta e l'ho cotto  in bianco, per 15 minuti. Ho abbassato la temperatura a 170°C, ho tolto  i pesi e la carta e l'ho rimessa in forno per 5-10 minuti. L'ho messa da parte mentre ho preparato il ripieno.
In un tegame a fuoco basso  ho messo 300 g. di ricotta di bufala del caseificio Bellopede & Golino e un bicchiere di latte intero.Amalgamando con un cucchiaio di legno ho portato il composto ad ebollizione.In una padella ho soffritto a fuoco basso per 2 o 3 minuti lo scalogno, aggiungendo poi mezzo bicchiere di acqua, terminando la cottura una volta che i liquidi sian evaporati.Ho aggiunto ad esso il tonno e la crema di ricotta di bufala campana e ho amalgamato il tutto.
Ho distribuito il condimento aggiungendo sopra del parmigiano , ho infornato per circa 15 minuti, ho sformato la torta salata e l'ho trasferta su un piatto da portata.
Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 46 dell'Mtcallange

Il cavolo broccolo è un ortaggio originario dall'area mediterranea, negli ultimi anni la sua coltivazione è stata incrementata anche in campania.Lo si trovo oggi in gran quantità a prezzi irrisori.Mangiare oraggi di stagione ne giova alla salute e alla natura!!!
Ingredienti:
375 g  di farina "00" 240-260 W
75 g di farina di semola 
292,5 g di acqua
2 cucchiai di Olio extra vergine di oliva 
20 g di sale

120 g di lievito madre di grano duro
  • per questo impasto uso una teglia di 38,5 cm  * 29 cm che corrisponde ad un area di 1116,5 cm quadri 
Ingredienti per condimento pizza 
1 Cavolo Broccolo medio
300 g circa di salsiccia 
1 mozzarella da 150 
olio extra vergine di oliva 
aglio 
peperoncino 
sale  

Su un piano di lavoro ho mischiato le due farine e l'ho predisposte a fontana,al centro ho fatto un incavo con il pugno,in quell'incavo ho sciolto il lievito madre  con acqua a temperatura ambiente.Ho diviso l'acqua in due recipienti dove in uno ho sciolto il sale , l'altro e' servito a sciogliere il lievito e impastare parte della pasta.Ho mescolato il tutto per bene fino a che lentamente non viene assorbita tutta la farina. A questo punto ho  incominciato ad impastare energicamente facendo in modo che l'impasto rimanga ben incordato.

Lavorare la pasta finchè non si appiccica più alle mani .Ho lasciato riposare la pasta per 5 minuti, trascorso il tempo  ho ripreso ad impastare per altri 5-6 minuti, finchè la pasta non risulti liscia. In questo caso la pasta mi servirà per una sola pizza, ma se dovessi mettere la pasta in due teglie, vado ora ,prima della lievitazione, a tagliare la pasta per formare i panetti del peso voluto.Ho adagiati in una zuppiera con un panno di cotone , ho messo la pasta , l'ho ricoperta con gli angoli del panno , l'ho sigillata con la carta velina. Ho fatto riposare la pasta per 15 minuti e l'ho messa a maturare in frigo a 2-5°.L'impasto e' maturato per 24 ore.
Un paio d'ore prima di stendere la pasta ho preparato gli ingredienti da mettere poi sulla pizza.Ho pulito e messi in acqua bollente  per 3-4 minuti i cavolo broccolo.In una padella con olio extra vergine di oliva ho fatto soffriggere lentamente l'aglio senza farlo imbiondire insieme al peperoncino , ho unto ad esse il cavolo broccolo. Ho fatto cuocere per 10  minuti a fuoco basso coprendo con un coperchio.Ho tagliato poi la mozzarella e sminuzzato, togliendola da budello, la salsiccia.
Trascorso il tempo, su una spianatoia ho messo abbondante farina e ho capovolto con delicatezza la pasta, alzando i bordi del panno.
Il panno di cotone mi ha aiutato a non far strappare la pasta e quindi a non far uscire fuori i gas di lievitazione.

Ho disteso il panetto con la pressione delle dita,in ambedue i lati girando la pasta su se stessa facendo attenzione a non bucare l'impasto.Quando ho ottenuto uno strato omogeneo e di misura piu o meno della teglia, dispongo la pasta nella teglia.Per non far rimanere a contatto la pasta con il metallo per la successiva lievitazione ho oleato, anche se non c'e' n'e' bisogno, la carta da forno con olio extra vergine di oliva.
Ho lasciato lievitare per altre 3-4 ore, poi prima di infornare ho messo sopra prima il cavolo broccolo tagliati a fette, poi la salsiccia cruda divisa in modo grossolano ed infine la mozzarella di bufala.Ho cotta nel forno casalingo, escludendo la ventilazione, 250° per 22-25 minuti, abbassando a 200° se si vede che incomincia a bruciare.

L'integrazione dell'uscita di Marzo dell'Italia nel piatto è dedicato ai dolci da credenza.La storia ci insegna che molte scoperte e invenzioni , scientifiche e non, sono avvenute assolutamente per caso.Infatti molte scoperte hanno richiesto più spregiudicatezza che non competenza e conoscenza.In cucina è la stessa cosa, molte ricette che oggi sono la base della cucina Italiana sono state create per errori e o distrazioni.E' il caso della torta Caprese, diffusa oltre che a Capri in tutta la regione Campania.
Negli anni 20 del secolo scorso, in una delle isole più belle al mondo, Capri,  il cuoco Carmine di Fiore inventò involontariamente la torta caprese.Capolavoro dell'arte dolciaria napoletana famosa in tutto il mondo.Carmine stava preparando una torta per tre malavitosi giunti a Capri per comprare una partita di ghette di Al Capone.Sarà stata la paura di sbagliare, il cuoco dimenticò di aggiungere la dose di farina all'impasto per completare la torta.Il risultato è stato un grandissimo successo adatta anche per i celiaci.Una torta  gluten free.Molteplici le versioni della caprese,non esiste una vera e propria ricetta base, ma in base ai gusti è possibile variare i dosaggi degli ingredienti.Questa versione mi è stata consegnata da una signora della penisola sorrentina.

Ingredienti :
150 g di cioccolato fondente 
100 g di burro 
130 di zucchero 
150 di mandorle 
3 uova 
1 noce di burro per imburrare la teglia di 20 cm di diametro con l'aggiunta di una spolverata di cacao

Procedimento :
In un pentolino ho fatto scioglierlo il cioccolato fondente il burro lo zucchero a bagnomaria.Appena intiepidito ho versato il composto in una zuppiera di vetro  e ho aggiunto le mandorle che ho tritato finemente con un frullatore.Ho separato i tuorli dagli albumi e ho montato a neve con una frusta elettrica gli ultimi.Ho aggiunto un tuorlo per volto al composto mescolando con un cucchiaio di legno.Finita questa operazione ho incorporato gli albumi montati a neve, mescolando con una spatola con un movimento dal basso verso l'alto  in modo che gli albumi non si smontano.
Ho imburrato e cosparso di cacao lo stampo di 20 cm circa di diametro e ho versato il composto al suo interno.Ho cotto la torta caprese nel forno preriscaldato a 180° per 30-35 minuti circa,Una volta cotta l'ho lasciata intiepidire, capovolgendola su un piatto per dolci e l'ho cosparsa con zucchero a velo.
All'assaggio palato e mente uniti in sintonia a festeggiare l'angelica dolcezza e squisitezza di questo dolce ormai famoso in tutto il mondo.
La torta caprese è stato il  regalo di compleanno che mi hanno fatto le  mie figlie, prodotta da loro!!!!!!

Andiamo nelle altre regioni a scoprire le ricette di questa uscita 

Trentino-Alto Adige:  Torta Rosengarten

Friuli-Venezia Giulia: Crostata con la zucca 

Lombardia: La Torta Bertuldina

Veneto: Focaccia veneta

Valle d'Aosta: non partecipa

Piemonte: 

Liguria:  torta d'amandoe e cacavou   

Emilia Romagna: La pinza 

Lazio: Maritozzi quaresimali 

Toscana: Berlingozzo fiorentino e pratese

Marche: La ciaramilla marchigiana 

Abruzzo: Le Pizzelle 
  
Molise: Torta alla marmellata alla molisana 

Umbria: Torta al limone  

Basilicata: Pane semidolce - il puccillato di Castelluccio

Campania: Torta Caprese

Puglia: Torta Pasticciotto 

Calabria:Torta campagnola  

Sicilia: Le cassatedde ragusane 

Sardegna: 

Iniziamo il mese con i piatti della rubrica dell'Italia nel piatto , questo mese è dedicato ai piatti pesce della tradizione. La Campania come d'altronde tutte le regioni bagnate dal mare,sono piene di ricette della tradizione.Pochi ingredienti; cotture brevi è la regola principale che contraddistingue la cucina del litorale campano nelle preparazioni dei piatti a base di pesce.La mia proposta per questa uscita : Alici indorate e fritte(ndurat e fritt ), la vera ricetta.Molte versioni troviamo in giro di questa ricetta, quella tipica contiene farina, uova e pangrattato che serve appunto per la doratura.Man mano che ci si allontana da Napoli si perde qualche ingrediente e non solo per questa ricetta ma anche per le altre.L'allontanamento da Napoli, in questa ricetta ha fatto perdere il pan grattato, infatti possiamo vedere migliaia di ricette sul web dove le alici vengono prima passate nella farina e poi nell'uovo. Il risultato ? Un fritto che sa di uovo.
Tengo in oltre a precisare che sempre in campania si scrive alici e si legge Cetara, capitale mondiale delle alici, famosa anche per la colatura delle stesse che a me personalmente non piace proprio.Ci sono poi le famosissime alici di Pozzuoli, alici di taglio piccolo ma piene di gusto.Insomma paese che vai alici che trovi.


La  sfida n° 45 dell'MTChallange di questo mese è un inno all'Amore, infatti la ricetta sfida è stata pensata per la ricorrenza di San Valentino, festa di tutti.Ognuno di noi è innamorato,non solo chi ha un legame fisso,ritengo che questa festa sia rivolta all'umanità intera che dovrebbe amare in modo incondizionato.Annarita del blog  Il Bosco di Alici, vincitrice della sfida n° 44, ha proposto alla platea dell'MTChallange il Bacio, simbolo da anni della festa degli innamorati.Dal suo post, come d'altronde per tutte le sfide di questo format, ho imparato cose nuove,questa volta è toccato a nozioni e tecniche sul mondo del cioccolato.