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Ecco la secondo proposta per la sfida n° 48 dell'MTChallange del  mese di maggio, pasta pummarola e fagioli.Sono un pastajolo dipendente come la stragrande maggioranza degli italiani.Chi non ricorda la canzone "Lasciatemi Cantare" e le parole..... buongiorno Italia gli spaghetti al dente.....sono un italiano un italiano vero????La pasta  all'estero è sinonimo d'Italia, e a chi non piace avrà radici e mappature del Dna non mediterranee.Dopo gli spaghetti con le vongole #flashbang# con pomodorino giallo, che identifica Napoli, pasta pummarola e fagioli rappresenta il territorio Terra di Lavoro mio paese di origine.La qualità della pasta è fondamentale nell'esecuzione di un primo piatto,anche se nei maggior parte dei ristoranti italiani  spesso per risparmiare comprano pasta di bassa qualità e te la servono cruda, per il semplice motivo che se cotta come dovuta non mantiene la cottura.Ricordo che la vincitrice della sfida n°47 è stata Paola Sabino del blog fairies kitchen. Questa sfida ci ha insegnato che le cotture differite sono quelle che a tavola danno le maggiori soddisfazioni.Cucinare separatamente gli ingredienti  fa si che i sapori sono decifrabili dalle nostre papille gustative.Io personalmente già pratico questa tecnica se può essere chiamata così, con grandi risultati, in fondo la cucina è semplicità e questa sfida ha esaltata tutto ciò.
 Ingredienti:
160 g di pasta liscia 
250 pomodori
6 cucchiai colmi fagioli 
1 aglio 
basilico 
pepe
sale 
olio extra vergine di oliva 
Procedimento:
In una padella ho messo l'olio extra vergine di oliva e lo spicchio schiacciato, eseguendo la procedura di soffritto lenta, fiamma del caffè a fuoco lentissimo e appena l'aglio inizia a soffriggere ho versato i pomodorini che ho fatto cuocere per 6-7 minuti aggiustando di sale.A questo punto ho versato 6 cucchiai di fagioli donati dalla mamma.
Qui al sud, nella terra dei terroni è così, la mamma quando cucina i fagioli le quantità sono sempre abbondanti con l'intento poi di dividerli con i figli.
La cottura dei fagioli d'inverno avviene nel "pignatiello" di creta vicino al camino, questo tipo di cottura in questo periodo non è più praticabile, quindi la stessa procedura viene fatta in una pentola comune.Messi a bagno la sera prima, la mattina si aggiunge sedano, cotica, cipolla e pancetta o guanciale tagliata a fettine.Cottura un ora e mezza circa, con il profumo che inebria tutto il cortile.
In una pentola con abbondante acqua salata ho cotto la pasta, l'ho scolata al dente e l'ho saltata nella pentola con la pummarola e i fagioli della mamma.Ho dato il giusto riposo alla pasta prima di servirla,l'ho impiattata spolverizzando con del pepe macinato a momento.
Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 48 dell'Mtchallange 

Il tema sfida n° 48 del mese di maggio dell'Mtchallange è " 'o spaghetto ca' pummarola ". Noi campani con la pummarola ci facciamo davvero di tutto......, in cucina e in ogni cantina domestica non può assolutamente mancare.Nei mesi estivi come per il maiale in inverno,la trasformazione dei pomodori diventa una festa familiare, dove è coinvolta tutta la famiglia.Per tradizione si usa conservarla in vari modi,intere nel barattolo con il sugo, pelati, a "pacchetelle"(sarebbe pomodori tagliati a 4 parti e messe pressate  nel barattolo) e infine il sugo o più comunemente chiamata a sarza. Quando poi i barattoli e bottiglie sono messi in un grosso bidone per la sterilizzazione, ci si consola per il lavoro svolto con una grande spaghettata " 'ca pummarola ngopp" di massa.  
A proporre la sfida è stata la vincitrice della sfida n° 47 sul pan di spagna, Paola Sabino del blog fairies kitchen.
Interessante tutto il post di presentazione di Paola, dove ho potuto osservare la diversità degli spaghetti alle vongole fujute tra Napoli e Caserta.Entrambe hanno un filo logico dettate naturalmente dall'inventiva dei due territori.Gli spaghetti alle vongole fujute del litorale Domizio sono con olio,pomodoro fresco,prezzemolo e sale, senza vongole per il semplice motivo che i pescatori per le difficoltà economiche erano costretti a vendere tutto il pescato, da qui il termine fujute. Termine che veniva spesso usato dal pescatore quando tornava a casa e la moglie già aveva preparato la base per lo spaghetto alle vongole.
Ripropongo io invece lo spaghetto alle vongole con una cottura che ho definito "flashbang".Questa ricetta prevede che la pasta sia saltata nella salsa di pomodoro con le vongole ancora vive accompagnate da 1/2 mestolo di acqua di cottura. Flashbang: assistere all'esplosione quando si salta la pasta e rimanere accecati di taluna bellezza. 
Ingredienti:
140 g Spaghetti
12 Vongole Veraci grandi
1 spicchio d'Aglio 
olio extra vergine di oliva
9 pomodorini giallo
prezzemolo 
sale 
pepe
peperoncino dolce
La bellezza di queste vongole veraci che sono quasi introvabile sul mercato, eccetto vari periodi dell'anno.La vongola verace strutturalmente è diversa da quella della laguna e dai lupini.Ha un sapore più marcato e il frutto all'interno non tende ad asciugarsi.
Procedimento:
Un procedimento diverso da quello tradizionale, ma a mio parere irresistibile, alla fin avremo uno spaghetto alle vongole cremoso e ben amalgamato.
Per prima cosa ho messo a bollire l'acqua che ho salato ( non molta acqua), poi mi sono assicurato che tutte le vongole fossero vive, immergendole in acqua di mare, che non è la stessa cosa di acqua e sale.Fortunatamente il mio spacciatore di pesce fresco è attrezzato e dal mercato del pesce porta con se sempre delle taniche piene di acqua marina.
In una padella ho messo l'olio extra vergine di oliva  e lo  spicchio d'aglio schiacciato.La procedura di soffritto e' durata per circa 9 minuti, più lenta e' questa operazione maggiore sarà l'aroma che l'aglio rilascia nell'olio extra vergine di oliva. L'aglio non deve dorare ma deve cuocersi lentamente, quindi ho messo la padella sul fornello del caffè a fuoco lentissimo. 
Trascorso i nove minuti ho versato i pomodorini gialli nel soffritto e ho fatto andare a fuoco normale per 6-7 minuti.Una volta raffreddo ho messo le vongole.
In una pentola con non troppa acqua salata (ma non troppo)  ho cotto la pasta togliendola dall'acqua 5 minuti prima dei 14 minuti previsti.L'ho  versata nel pomodoro giallo con vongole e un mestolo di acqua di cottura e l'ho finita di cuocere per altri 3-4 minuti coperta con un coperchio e girando spesso.
Ho lasciato riposare 4-5 minuti ho spadellato il tutto e ho servito, guarnendo con il prezzemolo e il pepe e pochissimo peperoncino dolce.
Il mix delle due cotture, ha permesso all'amido della pasta di amalgamarsi e legare bene con il liquido delle vongole.Spaghetti cremosi  intenso nel  sapore, adatti per un grande evento come questo dell'Mtc. 
Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 48 dell'Mtchallange 

L'Italia rimane la meta preferita dei turisti,  grazie all'enorme patrimonio artistico culturale ed enogasonomico. Ai turisti provenienti dall'estero spesso riserviamo un accoglienza diversa dal turista italiano in giro per la penisola; esagerando sui prezzi a servizio o cose.Evidentemente su questo tema non c'e' stata abbastanza evoluzione,la nostra visita a Firenze ha confermato il tutto.
Firenze è una bellissima città, elegante e a misura d'uomo, visitabile a piedi senza l'ausilio dei mezzi pubblici.
Cosa visitare a Firenze???? Praticamente tutto, ogni angolo di questa città ha un prezzo di storia da mostrare.
Da non perdere inoltre la visita da Adriano al mercato San Lorenzo, dove potete gustare lo street food d'eccellenza della tradizione fiorentina, il panino con il lampredotto.Qui a firenze questo panino è un istituzione, ed è presente nelle strade  della città sui banchi dei trippai, piccoli chioschi su quattro ruote.Street food a base di uno dei quattro stomaci dei bovini, l'abomaso appunto detto lampredotto.Sarà anche stata la fame, ma ritengo che è uno dei migliori panini al lampredotto di Firenze.Disponibile nella versione classica, ma anche nelle varianti alporro o ai carciofi.
A Firenze nasce il rinascimento italiano che poi man mano si diffuse in tutta Europa.La visita alla citta di Firenze è quindi da intendersi culturale e quindi connessa alla visita di musei palazzi o gallerie.
Quindi naturale e logico che per visitare questi luoghi c'e' un ticket da pagare che spesso includeva anche l'ingresso presso la chiesa annessa,noi abbiamo preso sempre tutto il pacchetto.
Purtroppo abbiamo assistito a scene che di cristiano non ha proprio nulla, le persone che volevano entrare solo in chiesa  dovevano comunque pagare un ticket.
Brutto da vedere brutto da sentire.
Chi gestisce queste chiese ha annusato il grande business, oggi dicono che non ci sono alternative al ticket o si rischia la chiusura.Ricordo a questi signori del clero che queste chiese sono state aperte ai fedeli ed ai visitatori per secoli senza nessun problema, possibile che dal 2000 ci sono stati tutti questi problemi.
La chiesa di Santa Croce che nel 2004 incassava 3 milioni di euro facendo pagare un ticket di 4 euro ( oggi 6 euro) come ha fatto nel secoli scorsi a sopperire fondi ????
E questi signori quanti soldi danno al sociale o ad opere caritative????
Ogni chiesa, è soprattutto una “casa di preghiera per tutti i popoli” (Isaia 56,7),oggi per soldi stiamo stravolgendo la parola di Dio che gli stessi professano nell'ipocrisia assoluta.Oggi Gesù Cristo non conta più niente, viene messo in disparte, in un angolo di quelle chiese con un percorso  per una visita veloce.I grandi altari invece sono riservati alle opere degli artisti.
Per il Clero contano gli artisti che hanno realizzato grandi opere per queste chiese e che portano tanti soldi.Tutto questo è l'inverso della parola di DIO.
In questo periodo, la terra  produce molteplici frutti, questa frase mi ricorda  il Cantico delle Creature di San Francesco e di come la natura è  così generosa nei nostri confronti.Il tema dell'uscita dell'Italia nel piatto questo mese è dedicato alla frutta e verdura Igp. Per questa uscita propongo  i carciofi locali sott'olio visto che la nostra fertilissima terra ne produce in quantità enormi.
Ingredienti:
26 Carciofi
500 ml di aceto 
500 ml di acqua
olio extra vergine di oliva
origano 
1 spicchio d'aglio 
perone dolce 
sale 
Procedimento :
Ho pulito i carciofi, eliminando le foglie dure più esterne fino ad arrivare al cuore del carciofo che e tenero e chiaro.A questo punto ho tagliato le punte del carciofo a circa metà dell'altezza utilizzando un coltello con la lama liscia.
Ho messo i carciofi puliti in acqua acidulata (acqua limone spremuto  e sale), dove li ho lasciti finchè non li ho cotti.In una pentola abbastanza capiente ho versato  acqua, aceto e sale; appena ha iniziato a bollire, ho tagliato tutti i carciofi in quattro parti; li ho scolati e l'ho versati in pentola. Dopo due minuti li ho scolati facendoli raffreddare su un canovaccio.Una volta raffreddati, ho avvolto  il canovaccio con i carciofi all'interno dove sono stati per circa 12 ore,Questa operazione ha permesso che gli stessi si asciugassero bene e  quindi idonei per andare sott'olio. Ho messo i carciofi in una zuppiera dove li ho conditi con aglio, origano, peperoncino dolce e olio extra vergine di oliva.Dopo circa 4-5 ore ho posizionato i carciofi  all'interno dei vasetti di vetro a chiusura ermetica, dove li ho coperti di olio di mais senza chiudere il tappo.Ho fatto riposare i in un luogo fresco controllando per due tre giorni che il livello dell'olio non scende al di sotto dei carciofi.Ho chiuso  i barattoli e li ho fatti  riposare per un mese prima del consumo.
Andiamo ora a farci un giro nelle altre regioni per vedere le loro proposte:

Piemonte: Baci di dama
  
Friuli-Venezia Giulia: Mela Zeuka 

Veneto: Quiche di bietole alla veneziana e pomodorini

Lombardia: Mela della Valtellina e Pera di Mantova IGP

   
Emilia Romagna: Claufoutis al cioccolato con pere dell'Emilia Romagna IGP http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/05/clafoutis-al-cioccolato-e-pere.html

Toscana: La cipolla di Certaldo nell'insalata di tonno e fagioli

Umbria: Gnocchi di patate rosse di Colfiorito IGP alle erbe campagnole dell'Umbria   

Abruzzo:La Carota del Fucino IGP 

Molise: La Limoncella del Molise - Limoncelle al forno

Campania: Carciofi Sott'olio 

Basilicata: Torta di fragole Candonga
Calabria:Cipolle di Tropea IGP in agrodolce

Sicilia: La carota novella di Ispica IGP 


L'uscita del mese di maggio  della rubrica dell'Italia nel piatto è dedicata ai cibi da strada, o di facile trasporto per un pic-nic.er questa uscita propongo la frittata di spaghetti della nonna. Non la chiamerei assolutamente "ricetta di recupuro", perche almeno nella tradizione della mia famiglia si è sempre preparata per le gite fuori porta, quindi chi dice che viene preparata con gli avanzi del giorno prima trova il tempo che trova.

 Ingredienti:
180 g di spaghetti
4 uova
3 cucchiaio di parmigiano 
pepe
sale 
olio exrtra vergine di oliva 
olio per friggere 
Procedimento:
Ho cotto gli spahetti in abbondante acqua salata, l'ho scolati e l'ho messi in una zuppiera con pochissimo olio extra vergine di oliva, facendoli raffreddare.In un altro recipiente ho sbattuto le uova con un pizzico di sale,il pepe,ed il formaggio parmigiano.Ho aggiunto le uova agli spaghetti e ho amalgamato bene il tutto.
In una padella bassa e larga ho riscaldato l'olio; aiutantomi con un forchettone ho formato quattro pizzette tonde e le ho versato direttamente nell'olio, il residuo dell'uvo poi l'ho versato co un cucchiaio in parti uguali su tutte le pizzette.Ho fritte le pizzette di spaghetti in entrambi i lati per 5-6 minuti ciascuno, adagiandole dopo la cottura su carta assorbente.

 Ed ora vediamo le altre regioni cosa mangiano quando vanno a fare le scampagnate !!!!

Trentino-Alto Adige: La Pinza di Donna Simona 
  
Veneto: Cuor di mela 

Lombardia: Frittata con le cipolle (Fritada cun le sigule)

Liguria: perline ripiene e polpettone di fagiolini 
   
Emilia Romagna: Bruciatini bolognesi e misticanza 

Toscana: Pan del pescatore
Marche: non partecipa

Umbria: Insalata di farro 

Molise: Le Facenne  

Lazio: Cheesecake fave e pecorino 

Campania: Frittata di spaghetti alla napoletana

Basilicata: Calzoni ripieni di carne: i Pastizzi  

Puglia: La focaccia alla barese

Calabria:Pitta ripiena con tonno e cipolle rosse di Tropea

La pasticceria è una branca della cucina dove è necessaria la specifica competenza.Tutti possono improvvisarsi cuoco, ma non pasticcere.Hanno pazienza da vendere , una calma fuori del normale, un atteggiamento dolce e composto, ordine e pulizia è il loro imperativo imprescindibile.Ho conosciuto vari pasticcieri, sarà stato un caso ma quasi tutti avevano gli atteggiamenti come sopra descritti.Ad essere sincero a me non piace fare i dolci, sono più per il salato, anche nei gusti.Immaginate la sfida di questo mese dell' MTChallange n 47 , per me è stato uno shock ....., il pan di spagna come base e poi tutto il resto.A proporre questa ricetta è stata la vincitrice della sfida precedente Maria Grazia Viscito del blog Cooking  Planner, per altro bravissima in questo settore.La ricetta che ho proposto è una semplice torta al caffè espresso Santa Fara con crema alla Strega.
Ingredienti 
Uova intere 3oo g
Zucchero 200 g 
Sale 1,5 g
Scorza di 1/2 limone grattugiato 
Farina "00" (W150-170) 150 g
Fecola 50 g
Procedimento:
Ho montato nella planetaria con la frusta: uova intere, zucchero,sale,limone per circa 20 minuti a velocità media (4).Ho setacciato due volte la farina bianca e la fecola incorporandola delicatamente a pioggia nel composto.Ho versato il tutto in uno stampo di silicone e ho fatto cuocere per 25-30 minuti a 170-180°.
Ingredienti Crema Pasticcera 
270 g di zucchero
9 tuorli d'uovo
150 g di farina 
750 ml di latte 
1 stecca di vaniglia 
un pizzico di sale 
45 g di burro 
i bicchiere da caffè di liquore strega
Ingredienti per la bagna 

Per la crema pasticcera : ho portato ad ebollizione il latte con dentro la stecca di vaniglia tagliata a metta per lungo.Ho lasciato raffreddare il latte in pentola coperta con un coperchio.In una zuppiera ho battuto con una frusta i tuorli con lo zucchero e un pizzico di sale,ho unito la farina e sempre sbattendo il latte.Ho messo il composto in una pentola a fuoco moderato e cotto finché la crema non si è addensata, il tutto non deve bollire.Ho tolto la pentola dal fuoco e ho fatto incorporare il burro, girando con una frusta finché lo stesso non si è incorporato.Ho raffreddato la crema pasticcera a bagno maria(acqua fredda) nella vasca del lavandino e girando la stessa di continuo.Una volta raffreddata ho amalgamata ad essa il liquore strega.
Crema Chantilly: è il frutto dell'unione della crema pasticcera con la panna montata.Alla crema pasticcera di cui sopra ho aggiunto 350 g di panna da montare.Insieme alla panna ho fatto raffreddare tutti gli strumenti che ho utilizzato per montare la panna, tenendoli nel frigo.Ho messo la panna nella planetaria e ho azionato la velocità 3, la panna è montata quando sopra si sono formate delle righe.Ho unito ad essa la crema pasticcera amalgamando il tutto.
Per il Caffè : 1 cialda= una tazza da caffè lungo (tazza piena)


Del pan di spagna ho usato solo la parte centrale che ho tagliato con una formina quadrata, la restante parte l'ho tagliata a fette e ho ricavato tre vaschette di tiramisù.Sempre all'interno dell'area quadrato ho fatto uno strato di crema alla strega, poi ho appoggiato sopra il pan di spagna tagliato a metà  che ho bagnato con il caffè aiutandomi con un cucchiaino.Ho farcito con un altro strato di crema alla strega e ho appoggiato su di essa l'altra metà del pan di spagna che ho bagnato con il caffè.Ho ricoperto il tutto con la crema e ho messo nel congelatore la torta per circa tre ore.Trascorso il tempo ho riportato la torta in un piatto, ho tolto la formina  quadrata e l'ho spolverato con del cacao amaro.
Caffè espresso e strega un connubio da provare, gustare, amare........
Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 47 dell'Mtchallange