Casavecchia il vino del mistero di Pontelatone

Non ho mai scritto sul mio blog un post dedicato al vino, perchè evidentemente ho qualche problemino con i solfiti. Essi sono utilizzati come additivi 
 nel cibo  e come conservanti per prevenire l'ossidazione, per questo vengono aggiunti anche nei vini.I solfiti sono prodotti in modo naturale dalla fermentazione alcolica, e quindi già e' presente nel vino, pero' dato gli sbalzi di temperatura il trasporto ecc, ne viene aggiunta altra sotto forma sotto forma di SO2 (anidride solforosa) per preservare il vino in varie fasi della vinificazione.  La legge da alcuni anni obbliga a scrivere "contiene solfiti" su tutti gli alimenti (non solo il vino) che contengono solfiti in concentrazione superiore a 10 mg/litro perché i solfiti sono allergenici e tossici.
Ecco evidentemente il mio problema e' proprio quello.Fortunatamente in commercio ci sono ottimi vini che ne metteno meno solfiti  e pessimi vini che ne aggiungono in quantità eccessiva. Sarebbe utile che la legge oltre a la dicitura solfiti obbligasse a mettere anche la quantità.
Problema comunque risolto con un vino che io ritengo uno dei migliori in assoluto: il Casavecchia. Il casavecchia è il vino dei misteri, non si conoscono le origini e contadini  dicono che sia il vino dell'Antica Trebula Baliniensis,(Trebula Baliniensis è un sito archeologico corrispondente a Treglia frazione del comune di Pontelatone  fu in epoca pre-romana un centro sannitico) per le sue origini remote che risalgono agli inizi del 1900.La sua rinascita è dovuta al rinvenimento di una vecchia pianta, protetta dal muro di cinta della vecchia masseria Ciesi, sopravvissuta alla epidemia oidica nella zona compresa tra Capua ed Alife, nei pressi dell'antica via Latina.Dalla stessa furono prese marze per la propagazione diffusa particolarmente a Pontelatone, Castel di Sasso, Formicola, Liberi.
Nella letteratura ampelografica del 1800 non e' citata.E' una vite piena di mistero ma il suo vino, durante la degustazione sprigiona tutte le sue inconfondibili e piacevoli caratteristiche varietali.
L’uva Casavecchia ha  un grappolo abbastanza  grande ma per fortuna molto spargolo(spargolo un grappolo aperto, con acini radi e palesemente liberi), la qual cosa consente agli acini di potersi asciugare facilmente col vento tenendo lontane muffe e malattie. 
Quest'aspetto molto importante da la possibilità a a chi coltiva i vitigni di non usare pesticidi e o solfiti in genere, infatti il grappolo spargolo e' una caratteristica delle uve da tavole e appunto il Casavecchia.
Il Casavecchia e' un vitigno a bacca rossa, l'aggancio con il chicco e' appunto di color rosso.
Il Casavecchia e' un vino ben strutturato adatto anche a lunghi invecchiamenti ,il suo colore e' vivo e compatto, inchiostrato quasi a macchiare la superficie del bicchiere il suo aroma netto e al deciso sentore di ciliegia.
In questo caso siccome il vino non contiene solfiti, la conservazione va fatta in un ambiente con temperatura costante.Questo vino viene conservato in cantine scavate nel tufo a 25 metri di profondità ed una temperatura costante di 16° .Inoltre la cantina si trova a 500 metri dalla strada principale, quindi c'e' la completa assenza di vibrazioni.


Cantina scavata nel tufo con annesso pozzo che negli anni 20 veniva usato oltre per l'estrazione dell'acqua anche per conservare i cibi.

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8 commenti

  1. Non lo hai mai scritto ma....ti è venuto cosi bene!:-) Trovo che di vini eccellenti abbondi la "nostra" terra e senza dubbio con uno dei tuoi piatti meravigliosamente realizzati, potrebbe essere assaporato ..alla grande!!!!!! Un abbraccio

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  2. Interessanti le tue note storiche
    Per quanto riguarda i solfiti mi hai fatto riflettere sul fatto che con certi vini, di cui non conosco la provenienza, io non ne regga neppure un sorso

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  3. non sono un'esperta di vini, mi tocca fidarmi! bel post Pasquale, davvero!
    Sandra

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  4. Ecco che c è sempre da imparare.. non conoscevo questo vino e sei stato bravissimo, nonostante tu non avessi mai parlato di vini :-) Complimenti, un abbraccio e grazie per aver condiviso questo vino con noi :-)

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  5. Non conosco questo vino, ma quanto vorrei assaggiarlo.... grazie per tutte le informazioni, un abbraccio a presto

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  6. mi piacerebbe assaggiarlo non lo conoscevo....hai fatto un bellissimo post...:)

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  7. Io ricordo decenni fa che mio padre dicevache alcuni commercianti aggiungevano le "bustine" nelle botti. Fortunatamente oggi è intervenuta lalegge per tutelare noi consumatori e le case vinicole "oneste", che in Italia sono tante.
    Grazie delle informazioni

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  8. Ottimo post, questo vino non lo conosco e lo assaggerei volentieri...
    Secondo me il problema solfiti è che il limite di 10mg/l è troppo basso...in pratica tutti i vini li contengono, quindi i produttori sono obbligati a scriverlo e chi ne usa veramente poco non risulta tutelato.
    Anche scrivere la concentrazione sulla bottiglia non sarebbe corretto, perchè la parte libera della solforosa tende a svanire nel tempo ... giusto sarebbe alzare il limite a 40-50 mg/l in modo che chi non abusa di anidride solforosa possa evitare la scritta...
    Grazie del post e delle belle foto!

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