Babà al rum , crema chantilly e frutti di bosco

La vera sfida dell'Mtc non è vincere, ma  riuscire a creare la ricetta ogni mese. Il tema sempre diversificato e di varie culture territoriali crea all'interno della tua passione una vera sfida con te stesso. Da amante della tradizione, in ogni post fatto con l'Mtc ho sempre cercato qualche spiraglio che invocasse la storia culinaria o prodotti specifici della mia terra.
" Difendere le proprie origini, le proprie tradizioni, l'ambiente, il creato è la missione dell'uomo sulla Terra. Queste azioni andrebbero fatte in totale gratuità e senza gonfiarsi il petto, Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date ( Mt. 10,8 )."
Ormai si specula tanto attorno alle disgrazie della regione Campania, ognuno tra blogger, giornalisti , critici ecc, pubblicizzando eventi e prodotti che nessuno guarda.Non importa se non si è residenti nella regione, l'importante è usare questo nome "Campania" che puo' portare tanta popolarità e soldi .
Per questo voglio ringraziare con il cuore questo gruppo dell'Mtc, per la vicinanza e  il grande stile nobile e di riconoscenza sincera verso questa terra.
Questo mese con la vittoria di Antonietta, abbiamo giocato in casa(intendo per il tema della ricetta), quindi era d'obbligo presentare un' altra versione di babà.
Nel post precedente ho parlato della sua storia e di come il babà sia arrivato a Napoli.In questo post invece voglio parlare di come il babà sia diventato anche una terminologia inserita ormai perennemente nel linguaggio comune.Si proprio cosi' il termine babà a Napoli è diventato un aggettivo.
"si comm' a nu' babbà" : indica la bontà, la dolcezza e la bellezza di una persona.
" si propri nù babbà" : è la stessa frase che si usa in gergo quando si dice : "si propri fess". Ingenuità e poca furbizia nel difendersi . Ma come hai fatto a credere questa cosa si propri nù babbà .
"babbà senza capocchia" "Evidentemente si capisce che a Napoli e' anche una provocazione, ma indica anche una cosa riuscita male.Il babà e' con la cupola.
Oltre alla terminologia, questo dolce è entrato anche in alcuni testi di canzoni. Chi non ricorda la simpaticissima Marisa Laurito, napoletana Verace Dop con "O' babà e' na cosa seria" .Nino d'Angelo invece lo inserì in una canzone d'amore dedicata ad una donna ," Nanassa".Il titolo della canzone e' We Nanassa si chi' doce e nu babà.

Nino D'angelo     - Nanasse -                              
Marisa Laurito   -O babà e' uan cosa seria -     
Ci sarebbe poi da spiegare l'altro significato ma e' meglio che non lo faccio, anche se gli indizi del gioco erano una lama a doppio taglio ed io come al solito mi sono tagliato.
Ingredienti
300 g di farina  Manitoba 380-420W
uova grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
8 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino
Lievitino 
Per il lievitino, e quindi tutta la ricetta ho seguito le indicazioni di Antonietta. Ho sciolto il lievito di birra con 50 g  di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero  e li ho impastati con 70 g di farina, presi dal totale degli ingredienti. Ho lasciato lievitare fino al raddoppio, coprendo  con un telo inumidito.
Primo impasto 
Ho versato in una  ciotola il resto della farina (230 g), ho fatto  con un pugno l'incavo  per versarci il lievitino e le 3 uova.  Ho impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle poi ho impastato energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Ho coperto il tutto  e ho lasciato lievitare fino al raddoppio.60/90 minuti.
Secondo impasto
In una piccolo contenitore ho lavorato il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Ho aggiunto al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Ho lavorato per 5 minuti circa nella ciotola, poi ho  ribaltato  l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 25/30 minuti.Che dire un lavoraccio, ringraziamo il Signore che ha permesso la scoperta delle impastatrici, altrimenti il babà oggi non lo mangiava nessuno.Qui come dice Antonietta  bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.
Ho imburrato lo stampo con il burro e l'ho sistemato nello stampo, staccando dall'impasto pezzi di pasta sciacciandoli con pollice e indice, praticamente strozzandoli.Una volta completato il giro nello stampo sigillare con l'indice gli spazi tra una pasta e l'altra, coprire con un panno umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.>Ho preriscaldato il forno a 220°, infornato il babà e portato alla temperatura di 200° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio.Una volta cotto l'ho lasciato intiepidire e l'ho adagiato su un piatto da portata facendolo scivolare con molta attenzione.
Per la bagna
1 lt di acqua
400 g di zucchero
1 limoni
Ho versato l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone (priva della parte bianca) , e lasciar bollire per 10 minuti.Spento il fuoco ho lasciato intiepidire   l'ho passato attraverso un colino e l'ho versato sul  babà ancora tiepido. Ogni 10/15 minuti, aiutandomi con un mestolino,ho raccolto lo sciroppo sul fondo e l'ho irrorato di nuovo.Ho continuato così fin quando il babà non è risultato ben inzuppato. Ho immerso nello sciroppo per pochi secondi e ho ripetuto l'operazione finchè non sia ben inzuppato.Finita questa operazione li ho messi su un vassoio.
Crema Chantilly
2 bicchieri di latte
2 tuorli
2 cucchiai  di zucchero
2 cucchiaio  di farina
 scorza di 1 limone
125 ml di panna per dolci 
Preparazione: 
Ho portato ad ebollizione il latte con la scorza del limone(senza la parte bianca ).In un recipiente ho sbattuto con le fruste il tuorlo, lo zucchero e la farina.Ho versato poi poco alla volta il latte caldo nel composto , mescolando ed in seguito ho continuato a versare tutto il latte.Ho rimesso la crema sul fuoco a fiamma bassissima e ho lasciato cuocere per 3-4 minuti max, mescolando continuamente.Se si vuole si puo' aggiungere dei fiocchi di burro che eviterà la formazione della pellicina.Appena la crema si sarà raffreddata, ho iniziato a  montare la panna.Ho incorporato delicatamente  la panna alla crema pasticciera cercando di non smontare la crema chantilly. Una volta raffreddata ho riposta nella sacca a poche e l'ho riposta in frigo.
 Completamento del babà
250 ml di rum  (dipende dai gusti )
250 ml tra sciroppo e frutti di bosco 
gelatina per crostate
Ho irrorato  il rum  senza esagerare, e ho spennellato con tortagel , un preparato per gelatina per torte,precedentemente preparata.Dietro la bustina troverete le indicazione per prepararla.Ho decorato il babà con la crema chantilly, i frutti di bosco e il suo sciroppo.
Insomma se domandiamo alla gente : ma secondo voi dove è nato il babà, la risposta e' una sola : NAPOLI.

Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 39 dell'Mtchallenge 

Share:

10 commenti

  1. Dalle tue parole si sente quanta venerazione custodisci in te per la nostra martoriata terra.
    L'Mtc ci ha dato una grande possibilità:di portare alla luce tanto, davvero tanto al livello gastronomico, culturale e storico. E tu come sempre sei un paladino di tutto questo
    Un babà regale stavolta, sontuoso e importante come la cucina e la pasticceria partenopea.
    Un grande contributo da parte tua per questo MTC.
    Grazie di cuore

    RispondiElimina
  2. Sottoscrivo le tue parole! Per noi il babà è davvero una cosa seria :-)
    Bellissimo questo tuo babà (anzi, babbà! :-), l'alveolatura dà proprio l'idea della consistenza perfetta.

    Fabio

    RispondiElimina
  3. mannaggia.. sua maestà il babà il tuo davvero :-)

    RispondiElimina
  4. La tua terra è come lamia, vituperata, martoriata ieri e ancora oggi. E' bella solo nel momento in cui ci conviene. E allora ben veniamo noi che con il nostro amore genuino cerchiamo di trasmettere i lati belli e incontaminati.
    Del babà che posso dire? La prossima volta invitami, mi piace troppo e così ti racconterò cosa mi è successo a Reggio Calabria me ne gustavo uno.
    Buona giornata

    RispondiElimina
  5. A volte, la vera sfida del'mtc è ricordarsi che si tratta di una gara di non professionisti. E questa tua seconda versione, al pari della prima, ce lo conferma, nela misura in cui ci confonde ;-)
    sul resto, mi stavo chiedendo se non mi avessi letto nel pensiero: sono anni che insisto perchè passi l'idea di un "Sud.normale", in cui la regola è l'onestà e l'eccezione la delinquenza, e che la denuncia- doverosa- non va confusa con la spettacolarizzazione, meno che mai se accompagnata da toni enfatici, ma senza risultato. Ma credo che la carrellata di questi babà, che del vostro popolo hanno la proromenza, la generosità, la ricchezza d'ingengo e di cuore e che la Community ha interpretato con gli stessi toni gioiosi e pieni di gratitudine di sempre, senza mai scivolare nella retorica, sia la prova che non solo i lati belli li vediamo, ma li consideriamo di gran lunga preponderanti rispetto al resto, e soprattutto "normali", cioè condivisi dai più, esattamente come lo sono in qualsiasi altra parte del mondo. E apprezzo moltissimo questa tua posizione, ritrovando quell'alto senso di dignità e di signorilità che vi distingue in maniera peculiare e che, qui al Nord, riconosciamo e, qualche volta pure invidiamo.. Sposo le parole di Antonietta, che meglio di me esprime la gratitudione per la tua interpretazione di questa gara, in cui hai davvero giocato col cuore: grazie infinte!

    RispondiElimina
  6. Un bellissimo post, non posso che darti ragione, soprattutto per una che vive al nord si sente troppo parlare in senso negativo di una terra che invece ha molto da dare.
    Bravo, un'interpretazione deliziosa, con quel tocco finale di frutti di bosco che ci sta a pennello!

    RispondiElimina
  7. che gran ben lavoro ma sopratutto il risultato è decisamente superlativo

    RispondiElimina
  8. non ho parole Pasquale.
    sei una persona speciale.
    Sandra

    RispondiElimina
  9. un post davvero bello e......un babà FANTASTICO!

    RispondiElimina