Le migliori miscele di caffè, in cialde e in grani : Santa Fara Caffè

Il Caffè rimane uno dei prodotti alimentari più acquistato  delle famiglie italiane.La cultura del caffè risale al 900 d.c. quando la bevanda veniva usata sopratutto a scopo terapeutico.Il caffè è originario dell' Etiopia , infatti il termine "caffè" deriva da  "Kaffa", città appunto dell'Etiopia, dove  le piante del caffè crescevano in modo spontaneo. Dall'Etiopia, l'uso del caffè si diffuse nelle zone limitrofe fino ad arrivare in Europa nel 17° secolo, portato dal medico veneziano Prospero Alpini.Venezia è stata la prima città italiana ad apprezzare il caffè e ben presto le botteghe del caffè divennero molto popolari in tutta la penisola. Napoli, come ha fatto con il Babà, è riuscita ad esaltare e valorizzare questo prodotto pur non essendo tipico del proprio territorio. La creatività e l'inventiva  ha sempre contraddistinto il popolo del Regno delle due Sicilie, a tal punto che nel 1691 fu inventata la prima macchina per il caffè.Nasceva la caffettiera napoletana, un utensile metallico che con 4-5- grammi di caffè riusciva a preparare contemporaneamente 3 o quattro tazze da caffè.
Il caffè pian piano ha conquistato tutte le classi sociali. La vera rivoluzione risale però al 1884, con l'invenzione della macchina espresso, da parte di Angelo Moriondo. Da allora questo metodo detto anche "caffè all'istante", ha conquistato il palato di tutto il mondo.Sette grammi  gr. di caffè per dose, acqua a 90 °C e alla pressione di 9 atmosfere e un tempo di infusione di circa 25 secondi( anche se all'epoca impiegavano circa 60 secondi). 
Da espresso bar a espresso casa, ne e' passato di tempo e di sperimentazione  al fine di assaporare l'aroma del bar, tra le mure domestiche.Le macchine per il caffè espresso domestiche si sono sempre più avvicinate, a quelle professionali da bar, sia per quantità, qualità che per prestazioni.
Santa Fara Caffè , è riuscita da subito ad intuire che il connubio tra macchina per il caffè e qualità del caffè sono fondamentali.Non basta avere un eccellente miscela di caffè per produrre un ottima bevanda, la macchinetta per il caffè incide per il 70 %.Per questo Caffè Santa Fara ha scelto la gamma professionale domestica, rivolgendosi ad aziende operante esclusivamente sul territorio nazionale.
Interessante il comparto  ho-re-ca hotel restaurant catering di Santa Fara Caffè offre soluzioni per ogni esigenza a prezzi accessibili.

Prima di miscelare e produrre cialde, bisogna conoscere le qualità e varietà dei chicchi provenienti ormai da tutto il mondo.Il caffè è un albero che cresce soprattutto nel sud del mondo, nei paesi più caldi e a certe altitudini; ve ne sono circa 600 generi e oltre 13000 specie al mondo. Le più usate sono l'Arabica e la Robusta. Il caffè viene raccolto quasi totalmente a mano,   pulito dal resto del frutto, lavato e asciugato; quindi  valutato sulla base di diversi criteri ( basti pensare che si può passare da un caffè di grado 0 -ovvero perfetto- ad un caffè di grado 360 -il peggiore-) confezionato in sacchi di juta e spedito in tutto il mondo. Dal tipo di specie, dal porto di partenza e dal grado di purezza del chicco, il caffè prende il nome  (es. Arabica Santos di grado 0 )Il grande lavoro di un torrefattore consiste nel saper tostare e miscelare le 2 varietà più diffuse al mondo ovvero Arabica e Robusta. La prima di qualità  sopraffina contiene meno caffeina e un bouquet di aromi più intenso, la seconda da' al caffè più forza e maggiore crema. Ecco  perchè il caffè ideale è il perfetto connubio tra le 2 varietà. 
Molti torrefattori fanno dei caffè 100% arabica, inducendo il consumatore a pensare che sia un caffè di ottima qualità; purtroppo al suo interno è possibile trovare qualità  arabica anche del 360° grado; insomma meglio avere una miscela con robusta di grado 0 o 1 piuttosto che una 100% arabica di fatto scadente.Importante e determinante per la qualità e' anche il confezionamento.
In commercio è possibile trovare vari formati, dai pacchi con  chicchi  da macinare al caffè già macinato, sottovuoto. Quest'ultimo, appena aperta la confezione sottovuoto, perde, nel giro di 15 minuti, circa il 70-80 % delle proprietà organolettiche. Ecco perché è necessario conservarlo in frigo,  in contenitori di vetro o alluminio senza guarnizioni di plastica, che ne altererebbero le caratteristiche qualitative. Negli ultimi anni si sono diffusi molti supporti nuovi, come le capsule o le cialde con le loro rispettive macchine per fare il caffè. Nel caso delle capsule di plastica o alluminio, recenti ricerche hanno dimostrato che il Furano, presente per il tipo di confezionamento, può risultare cancerogeno. La Santa Fara caffè a fronte dei risultati di tali ricerche scientifiche, ha deciso di confezionare in cialda di cellulosa, supporto totalmente naturale, come da secoli è confezionato il thè, in cialde di cellulosa dalla forma quadrata con il classico laccetto. 
Concludiamo con un piccolo  suggerimento per migliorare le vostre macchine, siano esse a cialde o a capsule: nella maggior parte dei casi, dopo qualche mese dall'utilizzo, le macchine si bloccano a causa del calcare presente nell' acqua, il consiglio è  far fare alla macchina un' erogazione completa con l'aceto, efficace anti-calcare naturale.
Santa Fara caffè il gusto della tradizione in un espresso di alta qualità.
Miscele altamente selezionate, di qualità Arabica e robusta, per un prodotto cremoso, corposo ed equilibrato.
Santa Fara caffè è un piacere inconfondibile ovunque ci si trovi: a casa, al bar, in ufficio...
Tengo a precisare che quest'articolo insieme al logo esposto non è a scopo di lucro ne tanto meno collaborazione.Il nostro compito è quello di promuovere prodotti eccellenti che hanno poco visibilità. Il mio blog ad esempio non usa la politica di collaborazioni a tutti costi con scambio di prodotti.

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1 commenti

  1. In effetti fare un buon caffè all'italiana non è poi così semplice. Ci dev'essere la giusta convergenza di 3 fattori: la qualità del caffè, la qualità dell'acqua e la tecnica di preparazione. Se uno di questi 3 fattori non è ottimale, inevitabilmente il caffè non sarà dei migliori. Il mio torrefattore propone per la moka varie miscele di caffè. Il puro arabica lo miscela con almeno 7 provenienze diverse (Brasile, Messico, Perù, Etiopia, ecc.) perché, secondo lui, una miscela ottimale si ottiene utilizzando un tipo di caffè come base, sul quale inserire note e/o contrappunti aromatici diversi utilizzando origini di maggiore pregio, o aventi caratteristiche complementari, capaci di generare un prodotto di una particolare finezza ed armonia. Un altro segreto per un buon caffè, è di utilizzare polveri macinate da poco perché con il tempo la miscela perde una parte delle sue caratteristiche organolettiche.
    Un caro saluto

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