Nergi #nergissimo #nergizzati

Potrebbe sembrare un gioco di parole, ma il primo è il nome di un frutto il Nergi   che si coltiva nel territorio Cuneese; gli altri due 'nergissimo, nergizzati' sono i nuovi aggettivi della lingua italiana associati a questo frutto 'Bomba'. Nergi è associato al termine energia, che sta ad evidenziare soprattutto l'elevato valore nutrizionale.
Bisogna guardare al futuro cercando di intervenire e di modificare le abitudini alimentari delle famiglie. L'educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado dovrebbe essere un passaggio principale nonchè fondamentale, ma sono i genitori che dovrebbero educare ad una corretta alimentazione i propri figli. Qui da noi, il primo network per la messa in rete dei punti di vendita diretta dalle cooperative agricole, oltre a rendere grande visibilità alle cooperative associate, sta facendo molta comunicazione per far conoscere da vicino la filiera corta dei prodotti.
Il 29 e 30 Agosto sono stato ospite all'evento "Education tour" organizzato da Qui da Noi Piemonte, dove è stato presentato ai food blogger ed ai  giornalisti un nuovo frutto, il Nergi. In questi due giorni, oltre a recarci nei primi impianti di 'Nergi', abbiamo visitato la Sagra di Carmagnola famosa per peperone corno di bue  riconosciuto come Presidio Slow Food.
Un po' di storia 
Il Nergi, è una  varietà coltivata in Piemonte ottenuta da incroci naturali dell'Actinidia Arguta, già noto come kiwi siberiano; pianta selvatica originaria dalla Cina nord occidentale coltivata già negli anni 50 nella Nuova Zelanda.
La coltura dell'Actinidia Arguta è rimasta a lungo selvatica e le piante producevano frutti di difficile conservazione e mantenimento, per questo alcuni botanici neozelandesi negli anni novanta  hanno incrociato fra di loro alcune varietà di Actinidia Arguta per migliorare la loro qualità. Nel 2005 a Labatut, nella Francia nord occidentale, ci sono stati i primi test per far approdare il frutto in Europa e, nel 2010, sempre a Labatut c'e stata la realizzazione dei primi frutteti. Da qui è nata la varietà che oggi si coltiva in Piemonte, Francia, Portogallo e Paesi Bassi, territori con caratteristiche adatte a produrlo.
In Italia
La produzione nel nostro paese è affidata dal 2013 a Ortofruit Italia (operatore italiano esclusivista del diritto di commercializzazione in ambito nazionale ) nel territorio Cuneese , che in base alle caratteristiche del terreno e all'impianto di irrigazione quotidiana  danno l'ok per la coltivazione.     Il Nergi, alla raccolta, che avviene ad inizio settembre, non è ancora maturo. Dopo essere stato raccolto viene conservato in celle frigorifere  per 10 giorni, prima a 10°  e poi a 2° prima di essere commercializzati. E' proprio questa bassa temperatura che trasforma gli amidi in zuccheri e quindi li rende dolci. A differenza del kiwi tradizionale, il Nergi anche se smaturato non si acidifica ma  cambia colore, passando da un colore verde a un color amaranto-violaceo della buccia con  un sapore  simile all'uva. 
"L'uomo del Monte" il nergissimo Enrico Barra, decide quando iniziare la raccolta per il territorio Salluzzese.
Il telone antigrandine  "nero" protegge la pianta anche dal'eccessiva esposizione del sole 
Valori Nutrizionali 

Il Nergi è un concentrato di vitamina C ; 100 g di frutto (corrispondente a 10 frutti) ne contengono 52,5mg, basti pensare che l'Arancio ne ha 39,7 mg/100 g , il litchi 42 mg/100 g e il ribes 40 mg/100g.
Esso ricopre l'87% della base giornaliera di vitamina C; 
contiene inoltre potassio, calcio e magnesio (minerale che previene i crampi e ha il pregio di essere un potente anti-stress). Grazie al suo alto contenuto di fibra è ideale per gli intestini pigri.
A differenza del Kiwi non va sbucciato e va mangiato in un solo boccone.
Per rimanere sempre aggiornati su info consultare il sito ad esso dedicato : 
http://nergi.info/it/

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